Dopo mesi di trattative, rinvii e tensioni diplomatiche,Consiglio e Parlamento europeohanno raggiunto nella notte l’accordo definitivo sull’intesa tariffaria tra Unione europea e Stati Uniti siglata nel 2025.
Il via libera di Bruxelles arriva al termine di un lungo braccio di ferro con il presidente americanoDonald Trump, che aveva minacciato nuove misure protezionistiche nel caso in cui l’Europa non avesse ratificato l’intesa entro il 4 luglio.
Leggi Anche
Tra le ipotesi ventilate dalla Casa Bianca figurava anche l’aumento dei dazisu auto e camion europei dal 15% al 25%.Con l’approvazione politica dell’accordo firmato aTurnberry, in Scozia, tra Trump e la presidente della Commissione europeaUrsula von der Leyen, l’Unione evita per ora una nuova guerra commerciale transatlantica.
Il cuore dell’intesa Ue-Usa: tetto ai dazi al 15%
L’elemento centrale dell’accordo è l’introduzione di un limite massimo del 15%ai dazi applicabili alla maggior parte delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti. Il nuovo regime riguarderà comparti strategici come: automotive, semiconduttori, farmaceutica e prodotti in legno.
Per alcunecategorie considerate essenziali o scarsamente reperibilisul mercato americano, il sistema sarà ancora più favorevole, con tariffe azzerate o quasi nulle. Tra queste: aeromobili, sughero e farmaci generici. L’obiettivo dichiarato è garantiremaggiore stabilità commerciale alle imprese e scongiurare nuove escalation tariffarie.
Acciaio e alluminio: fronte comune contro la concorrenza sleale
L’accordo prevede anche unacooperazionerafforzata tra Bruxelles e Washington suacciaio e alluminio, due settori storicamente al centro delle tensioni commerciali. Le due sponde dell’Atlantico si impegnano infatti a coordinare le misure contro la sovraccapacità produttiva globale, dumping industriale e la concorrenza sleale proveniente da economie non di mercato.
Una strategia che punta adifendere le industrie europee e americaneevitando però l’imposizione reciproca di dazi punitivi.
Un asse economico da 1,6 trilioni di euro
La posta in gioco è enorme. Secondo i dati diffusi da Bruxelles: ogni giorno beni e servizi per4,2 miliardi di euro attraversano l’Atlantico; nel 2024 gli scambi complessivi hanno raggiunto 1,6 trilioni di euro; gli investimenti bilaterali superano i 5 trilioni. Numeri che rendono quella tra Ue e Usa la partnership economica più importante al mondo.
Nonostante il via libera europeo, restanodubbisull’effettiva applicazione dell’accordo da parte americana. A sottolinearlo è statoBernd Lange, relatore del Parlamento europeo per l’implementazione dell’intesa. Secondo Lange, alcuni prodotti europei continuano infatti a essere colpiti negli Stati Uniti da tariffe superiori al tetto concordato del 15%. Tra gli esempi citati: motociclette e derivati dell’acciaio.
“Se gli Stati Uniti non adegueranno i propri dazi al 15%, ripristineremo le nostre tariffe”, ha avvertito il parlamentare europeo. Bruxelles ha quindi fissato un limite chiaro:la reciprocità sarà la condizione indispensabile per mantenere in vigore l’intesa.
Benefici attesi per imprese e consumatori
Sul fronte europeo, la liberalizzazione selettiva delle importazioni dagli Stati Uniti dovrebbe garantire unrisparmio stimato di circa 5 miliardi di euro l’anno in dazi.Secondo la Commissione europea: le imprese potranno ridurre i costi di componenti e materie prime, i consumatori potrebbero beneficiare di prezzi più competitivi e le aziende avranno maggiore prevedibilità per investimenti e produzione.
Ora il testo dovrà completare l’iter formale di adozione nelle istituzioni europee per entrare rapidamente in vigore. L’accordo resterà valido fino alla fine del 2029, con possibilità di proroga.
© Riproduzione riservata












