Ieri è stato firmatol’accordo tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchiaa La Mecca.I tre Stati si sono accordati per un patto di difesa trilateralein risposta alla crescente instabilità in Medio Oriente e agli attacchi che hanno coinvolto il regno saudita. L’accordo stabilisce chequalsiasi aggressione contro uno dei tre Paesi sarà considerata un attacco contro tutti. Il patto prevede cooperazione militare avanzata, coordinamento politico e diplomatico e protezione delle rotte energetiche nel Golfo e nel Mar Arabico.
La firma arriva in un contesto segnato dal conflitto tra Iran e Stati Uniti, esploso dopo i bombardamenti israelo‑americani su Teheran a fine febbraio. L’Iran ha criticato l’accordo, sostenendo che non garantirà la sicurezza ai sauditi se non cambieranno le loro politiche. L’obiettivo dei tre Paesi sunniti è presentarsi come blocco unitario nelle crisi regionali e rafforzare la propria posizione strategica in un momento di forte tensione geopolitica.
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Il possibile ingresso di India ed Egitto nell’accordo
Dopo la diffusione di questo accordo ci sono due Paesi che hanno espresso interesse. Da una partel’Indiae dall’altral’Egitto. “Si tratta di uno sviluppo che stiamo seguendo da vicino e vi terremo aggiornati”, ha affermato il ministero degli Esteri indiano,Randhir Jaiswalil, in risposta a una domanda sul tema.
Ma anchela Turchia non esclude un futuro allargamento all’Egitto dell’accordo di difesasiglato con Arabia Saudita e Pakistan, ha affermato il vicepresidente turcoCevdet Yilmazin un’intervista allaCnn Turk. “In futuro, naturalmente, è possibile. L’Egitto è un Paese piuttosto forte e la sua partecipazione potrebbe essere importante per un formato di questo tipo“, ha dichiarato Yilmaz. Ma da parte del Paese egiziano non è arrivata nessuna precisazione in merito.
Secondo il quotidiano turcoTürkiye, inoltre,l’accordo prevede anche la cooperazione nello scambio di informazioni di intelligence e il coordinamento in materia di sicurezza regionale.Se anche Egitto e India dovessero entrare in questo accordo si creerebbe un forte blocco che potrebbe portare ad un’ulteriori crisi del Medio Oriente che si troverebbe ad essere frazionato in due.
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