A 25 anni dagli attentati che hanno cambiato la storia del mondo intero, l’America ricorda chi ha perso la vita nella tragedia dell’11 settembre 2001. La cerimonia al Pentagono è iniziata alle 9, le 15 in Italia, alla presenza del presidente Donald Trump, della First Lady Melania Trump, del generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore congiunto, dell’ex segretario di Stato Condoleezza Rice e del segretario alla Difesa Pete Hegseth.
L’appuntamento rende omaggio alle vittime del volo 77, che si schiantò contro il Pentagono alle 9:37 dell’11 settembre, e a tutte le persone che persero la vita nell’area dell’edificio che ospita il Dipartimento della Difesa. Trump ha reso il saluto militare durante l’esecuzione dell’inno nazionale statunitense e poi èintervenuto dicendo: “L’11 settembre del 2001 il nostro Paese si trovò faccia a faccia con il Male“.
Il tycoon ha sottolineato come “il mondo e l’America” non siano più tornati a essere ciò che erano prima degli attacchi e ha rivolto il suo pensiero alle vittime degli attacchi alle Torri Gemelle e “agli eroi” del volo United 93. Questi, grazie ad una rivolta, bloccarono lo schianto sul cuore politico degli Stati Uniti: il Campidoglio.
Il riferimento di Trump all’Iran
“Non dimenticheremo mai le vittime, ecco perché oggi combattiamo. Non abbiamo scelta. Può esserci solo la vittoria. Combattiamo duramente. Combattiamo per vincere“, ha aggiunto riferendosi implicitamente al conflitto iraniano in corso.
Non è mancato l’omaggio all’impegno degli uomini in divisache combattono contro Teheran, “lo sponsor numero uno del terrorismo” nel mondo, “perchè non abbia mai un’arma atomica“. Un tiepido applauso ha accolto il suo messaggio.
New York ricorda le vittime
Intanto a Manhattan si è tenuta la cerimonia in memoria dei 343 vigili del fuoco del Fire Department of New York (FDNY) morti durante i soccorsi seguiti agli attentati. Nel corso dell’evento al Firemen’s Memorial, la Commissioner del Dipartimento Lillian Bonsignore, il Capo del Dipartimento John Esposito e il sindaco Zohran Mamdani hanno deposto una corona di fiori in omaggio al personale del FDNY caduto al World Trade Center.
La cerimonia al Grand Zero
Adesso, al 9/11 Memorial Plaza, è in corso la cerimonia di commemorazione con la tradizionale lettura dei nomi delle vittime. Poco prima dell’inizio, in un’intervista radiofonica con Sid Rosenberg, Trump ha dichiarato che la sua decisione di non parteciparvi non ha nulla a che vedere con l’impossibilità di tenere un discorso.
Infatti, fin dal 2012, il National September 11 Memorial and Museum, che organizza l’evento e gestisce il sito, ha vietato ai politici di parlare lì per la volontà di rimanere imparziale. Secondo il tycoon, le regole sarebbero state modificate per lui, essendo il presidente, ma ha ribadito che non avrebbe voluto tenere alcun discorso
“Non ho intenzione di forzarmi“, ha affermato, “Parlo già abbastanza. L’ultima cosa che voglio fare è parlare. Non ne ho bisogno per nessun motivo“. Nonostante la sua assenza, sono diversi i personaggi presenti: il vicepresidente JD Vance, il sindaco di New York Zohran Mamdani e gli ex presidenti ancora in vita Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton.
Il ricordo di Barack e Michelle Obama
Barack e Michelle Obama hanno ricordato le sensazioni provate da molti americani subito dopo gli attacchi dell’11 settembre, rivolgendosi anche a chi all’epoca era molto giovane o non era ancora nato. “Può essere difficile immaginare cosa si provasse l’11 settembre“, hanno affermato gli Obama, ricordando “lo shock di quella bellissima mattina senza nuvole” e “il dolore straziante delle famiglie i cui cari sono stati strappati via con tanta rapidità e crudeltà“.
Gli ex presidenti hanno parlato anche della consapevolezza che “le forze del male e della violenza fossero più vicine, e il futuro meno certo, di quanto pensassimo“. Ma nei giorni successivi agli attentati, hanno aggiunto, gli americani provarono anche “l’orgoglio per i soccorritori che si erano precipitati sul posto e per i passeggeri che avevano fatto irruzione nella cabina di pilotaggio“.
Il minuto di silenzio a Washington
A Washington DC la città si è fermata per un minuto di silenzio alle 9:37, le 15:37 in Italia, nell’istante in cui il Pentagono venne colpito dal terzo aereo dei terroristi di Al Qaeda. Nel giorno del 25esimo anniversario, anche l’ex vicepresidente democratica Kamala Harris ha affidato a X il proprio messaggio di commemorazione: “Sono trascorsi 25 anni dall’11 settembre 2001. Da allora è cresciuta una nuova generazione, ma la nostra responsabilità di ricordare non è cambiata“.
“Ricordiamo le persone che quella mattina andarono al lavoro e non fecero più ritorno a casa, e ricordiamo le famiglie che da allora ne custodiscono ogni giorno la memoria“, ha scritto Harris, aggiungendo: “Continueremo a raccontare le loro storie, a onorare le loro vite e a esprimere la nostra profonda gratitudine per l’eroismo dimostrato quel giorno“.
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