Voli cancellati per carenza di carburante, l’Ue: “Niente risarcimento oltre al rimborso del biglietto”

Nel mirino il traffico aereo europeo: Lufthansa elimina 20 mila collegamenti. Bruxelles equipara la mancanza di cherosene a una causa di forza maggiore

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Con il costo del carburante in crescita, sono in aumento anche i voli cancellati. L’Unione europea è intervenuta sul fronte dei diritti dei passeggeri. Se un volo viene cancellato per mancanza di cherosene nello scalo di partenza, il viaggiatore avrà diritto alla riprotezione su un altro collegamento o in alternativa, al rimborso del biglietto. Ma non potrà ottenere la compensazione del danno che si subisce a causa della mancata partenza. È questa la linea illustrata a Bruxelles dal commissario europeo ai Trasporti sostenibili, Apostolos Tzitzikostas, che, come riportato anche da La Repubblica, ha chiarito come la carenza di carburante rientri tra le “circostanze eccezionali”, al pari di calamità naturali o eventi fuori dal controllo.

L’orientamento della Commissione si inserisce nel quadro del regolamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei, che esclude l’obbligo di compensazione monetaria quando la cancellazione dipende da cause imprevedibili e inevitabili. Infatti, secondo Bruxelles, se lo scalo non dispone del carburante necessario per il rifornimento, la compagnia non può essere ritenuta direttamente responsabile. Resta fermo l’obbligo di assistenza e di rimborso, ma senza ulteriori indennizzi per il possibile disagio subito.

Consumatori sui voli cancellati: “Non sempre è forza maggiore”

In Italia, l’Unione Nazionale Consumatori osserva che la mancanza di cherosene non può essere automaticamente qualificata come evento eccezionale. Se la compagnia era a conoscenza in anticipo della criticità e non ha informato tempestivamente i passeggeri, oppure non ha programmato per tempo l’approvvigionamento, il diritto alla compensazione potrebbe comunque sussistere. Ancora più delicata l’ipotesi in cui il vettore abbia continuato a vendere biglietti pur sapendo dell’impossibilità di operare il volo.

Il rischio, secondo le associazioni, è un’estate segnata da un contenzioso diffuso tra viaggiatori e compagnie. In uno scenario dicancellazioni a catena, la distinzione tra causa di forza maggiore e responsabilità organizzativa potrebbe causare possibili ricorsi e richieste di chiarimento davanti ai giudici.

Lufthansa taglia 20 mila voli e la preoccupazione dell’Europa sul turismo

Intanto, le compagnie si muovono per contenere l’impatto economico del caro carburante. Il gruppo Lufthansa ha annunciato 20 mila voli cancellati a corto raggio entro ottobre, con una riduzione significativa delle operazioni negli hub di Monaco e Francoforte. Parte dei collegamenti sarà riallocata su Zurigo, Vienna e Bruxelles, ma circa 120 voli al giorno risultano già eliminati fino alla fine di maggio. Tra le rotte sospese figurano anche destinazioni in Polonia e Norvegia. L’obiettivo dichiarato è quello di un risparmio di oltre 40 mila tonnellate di carburante.

In questo contesto, Bruxelles guarda con preoccupazione il settore turistico internazionale, in particolare a quello statunitense. Infatti, adesso con l’instabilità geopolitica e il timore dei voli cancellati potrebbero spingere molti viaggiatori americani verso mete alternative come Messico e Caraibi. Tzitzikostas ha ribadito che “l’Europa è pronta ad accogliere i visitatori di tutto il mondo”, nel tentativo di rassicurare operatori e turisti sui voli cancellati.

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