L’allarme sui voliè scattato quando uno dei principali distributori di cheroseneha annunciato ladistribuzione contingentataper gliaeroportidiMilano Linate,Venezia,TrevisoeBologna. A questa notizia si è aggiunta la segnalazione di unatemporanea carenza di carburanteper gli aerei aBrindisi, accompagnata dalimiti nella disponibilità negli scalidiPescaraeReggio Calabria. Nel frattempo,Ryanairha precisato di poter garantire ilrifornimento fino a metà o fine maggio. È lecito chiedersi: cosa sta succedendo?Si rischia la cancellazione dei voli?A chiarire la situazione intervieneMassimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori(Unc).

Voli a rischio: i chiarimenti del presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona
Secondo Dona, il problema attuale relativo ai voli sembralimitarsi all’aumento dei prezzi su alcune rotte verso l’Asia, complice la necessità diridisegnare i tragittiper evitare lo spazio aereo mediorientale. Molti voli diretti in Oriente effettuano scali presso hub strategici delGolfo, comeAbu Dhabi,DubaieDoha. Tuttavia, loStretto di Hormuz— tramite il qualetransitauna significativaquantità di petroliodestinato anche all’Europa— èbloccato da circa un mesea causa delletensioni legate alla guerra in Iran. Gli effetti si sono già manifestati sulla rete stradale: iprezzi del carburantesonoschizzati alle stelle, aggravati dallaspeculazione.
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Il timore legato alla carenza di cherosene porta inevitabilmente adomandarsi cosa accadrebbese lecompagnieaeree fossero costrette alasciare a terra i propri voli. Dona sottolinea che tali circostanze rientrerebbero tra le cosiddette “cause eccezionali,” cheesonerano le compagnie dall’obbligo di offrire compensazioni pecuniarieai passeggeri per la cancellazione dei voli. Tuttavia, questo non significa che i viaggiatori non siano protetti.La normativa europea garantisce il rimborso del bigliettoin caso dicancellazione da parte della compagnia, applicandosi a tutti ivoli che partono da un aeroporto dell’Unione Europeae ai voli operati dacompagnie comunitarie che atterrano in Europa.
Il presidente Unc ricorda che ilRegolamento 261/2004 tutela i passeggeri, maesclude alcune categorie, tra cuichi viaggia gratuitamente o usufruisce di tariffe ridottenon accessibili al pubblico, comedipendenti di compagnie aeree o agenzie di viaggi. Inoltre, non tutela chi viene escluso dall’imbarco permotivi legati alla salute, allasicurezzao allavalidità dei documenti di viaggio. In caso di annullamento dei voli da parte della compagnia,i passeggeri possono scegliere tra il rimborsodel prezzo del bigliettoe l’imbarco su un volo alternativo, disponibile il prima possibile o in una data più conveniente.
In ogni caso, è previsto ildiritto all’assistenza durante l’attesa:pasti,bevande,chiamate telefonicheomessaggi, oltre allasistemazione in albergoe altrasferimentoda e per l’aeroporto qualora il primo volo disponibile fosse previsto per il giorno successivo. Dona specifica inoltre che, qualora la compagnia non avvisi almeno due settimane prima della partenza,i passeggeri hanno diritto alla compensazione pecuniaria per danni subiti: 250 euro per tratte fino a 1.500 chilometri; 400 euro per tratte intracomunitarie superiori a 1.500 chilometri e altre comprese tra 1.500 e 3.500 chilometri; 600 euro per tratte superiori a 3.500 chilometri.
Tuttavia,in situazioni straordinarie come la guerra— che rappresenta una “circostanza eccezionale” —potrebbe non essere previsto alcun risarcimento, salvo ulteriori informazioni emergenti. Dona conclude ricordando chemolti consigliano di aggiungere un’assicurazione ai propri voliper proteggersi dalle eventualità legate alla crisi del carburante. Tuttavia,anche in assenza di coperturaassicurativa,la normativa europea offre sufficienti tutele ai passeggeri: nel caso di cancellazioni dei voli dovute alla crisi energetica infatti, ildiritto al rimborso resta garantito.
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