La storia a puntate del Risiko bancario italiano prosegue anche nella calura estiva. Dopo la lettera giunta ieri alla Presidenza del Consiglio, con cuila Commissione Ue esprimeva dubbi sulla possibile violazione dei regolamenti Ue dalGolden Powerimposto dal governo sull’acquisizione di Banco Bpm da parte diUnicredit, oggi un nuovo capitolo si aggiunge alla narrazione.
Bruxelles ha preso una decisione ed ha sostenuto, in una seconda lettera, che “l’Italia ha violato l’articolo 21 del Regolamento Concentrazioni” tramite l’uso delGolden Powerda parte del governo. La missiva, pubblicata in anteprima daRepubblicaeMilano Finanza, si rivolge all’esecutivo chiarendo che se questa conclusione preliminare si rivelasse fondata, allora la Commissione europea potrebbe adottare la decisione di chiedere la revoca del decreto “senza indugio“.
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Immediata la furia delle opposizioni, che hanno sfruttato il parere dell’Ue per affondare contro il governo. Il deputato di Più Europa,Benedetto Della Vedova, ha chiesto che il ministro dell’Economia e delle Finanze,Giancarlo Giorgetti,riferisca in Parlamentosulla questione. Il deputato ha sostenuto che quella odierna sarebbe una “figura barbina fatta dal governo“, aggravata anche dalla bocciatura parziale giunta dal Tar nei giorni scorsi (Ne abbiamo parlato qui).
Durissima anche la reazione delPd, con Bruno Tabacci, che ha chiesto a Giorgetti di “venire a precisare in Parlamento l’uso disinvolto del golden power su vicenda Unicredit-Bpm, che appare così strumentale da mettere il governo in una situazione di totale conflitto di interesse“. Si è aggiunto anche ilM5Sal coro di sdegno, con Gianmauro Dell’Olio, vicepresidente della Commissione Bilancio di Montecitorio, che ha sostenuto: “Riteniamo che l‘esecutivo Meloni abbiaincredibilmentepromosso e assecondato questo risikosoloper favorire alcune cordate finanziarie“.
La lettera della Commissione Ue sul Golden Power e Unicredit
La lettera dell’Ue spiega che il Golden Power, ovvero lo strumento normativo che dà al governo speciali poteri per tutelare gli interessi nazionali in settori strategici anche bloccando acquisizioni, entrerebbe in conflitto con iparagrafi 2 e 4 dell’articolo 21 del Regolamento Concentrazioni.
Tale strumento sarebbe stato messo in camposenzaunaprevia comunicazione alla Commissione, violando presumibilmente gli obblighi di comunicazione e sospensioni previsti dalle disposizioni europee. Inoltre, è stato ritenuto contrario alle norme Ue sulla libera circolazione dei capitali, alla competenza esclusiva della Bce, come autorità di vigilanza prudenziale e alla legislazione sui servizi finanziari.
Secondo la commissione, nellalettera inviata l’11 giugno scorso dal governo italianonon viene adeguatamente spiegato il modo in cui l’operazione comporta “un rischio per la sicurezza pubblica” e al contempo non viene dimostrata “lacompatibilità delle prescrizioni con il diritto dell’Unione“. Inoltre, tra i punti contestati dell’Ue c’è anche la Prescrizione sui Prestiti e Depositi, secondo cui il decreto del governo impone a Unicredit e Bpm di non ridurre gli attuali rapporti tra prestiti e depositi in Italia per un periodo di 5 anni.
Inoltre, nella lettera si fa riferimento anche alla richiesta da parte dell’Italia a Unicredit di cessare cessare tutte leattività in Russiarelative a depositi, prestiti e al collocamento di fondi per i prestiti transfrontalieri entro 9 mesi dalla data del decreto. Secondo la Commissione Ue, però, solo la Bce avrebbe la competenza esclusiva sulla vigilanza prudenziale delle banche di importanza sistemica nella zona euro.
La Commissione Ue ha anche specificato cheper ben due volte ha chiesto un contatto per e-mail alla Presidenza del Consiglio,cheperònon avrebbe mai risposto. Il primo caso risale al 18 marzo 2025, con l’obiettivo di prendere appuntamento per una riunione telefonica; il secondo è del 17 aprile, allo scopo di comprendere lo stato dell’indagine della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Ora l’Italia ha a disposizione20 giorni per fornire una risposta all’Ue, dopo di che la Commissione fornirà una valutazione vincolante sulla base delle informazioni ricevute. Ieri, il governo ha sostenuto che “con spirito collaborativo e costruttivo risponderà ai chiarimenti richiesti“. Resta comunque da valutare, che la sentenza del Tar e il parere della Commissione Ue pongono in vantaggio le richieste di Unicredit rispetto a quelle del governo.
++Articolo in aggiornamento++
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