Dopo la sentenza del Tar Lazio sull’illegittimità delGolden Power, espresso dal governo sullafusione tra Unicredit e Banco Bpm, la Commissione europea si è inserita nella questione. Bruxelles ha, infatti, inviato una lettera all’Italia in cui viene espresso un parare preliminare sulla vicenda: il decreto emanato dalla presidenza del Consiglio il 18 aprile 2025, che impone il Golden Power alla fusione tra le due realtà bancarie, potrebbe costituire una “violazione dell’articolo 21 del Regolamento Uesulle concentrazioni e di altre disposizioni del diritto dell’Ue“.
Di fronte alla lettera dell’Unione europea, il vicepremier e leader della LegaMatteo Salviniha voluto mettere in chiaro il suo punto di vista sull’intera vicenda. “Invece di rompere le scatole al governo italianosu balneari, spiagge, motorini, auto elettriche e banchesi occupi di poche cose, serie e lo faccia bene“, ha tuonato mentre era a margine di un evento in Lombardia, osservando che l’Ue dovrebbe stare attenta a questioni più impellenti ed importanti.
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Il ministro dei Trasporti ha poi ricordato che il dossier si trova sulla scrivania del ministro dell’Economia,Giancarlo Giorgetti. Per questo, e in considerazione del lavoro svolto finora dal Mef sul settore bancario, il nostro Paese “può e deve normare come ritiene senza cheda Bruxelles nessuno si permetta di intervenire“. Un nuovo modo per dimostrare la propria lontananza dalle posizioni europee e dai tentativi di Bruxelles di creare regolamentazioni valide per tutti e 27 gli Stati membri.
Unicredit, qual è la valutazione della Commissione Ue sul Golden Power
Con l’invio della lettera la Commissione è entrata nello specifico della questione, chiarendo quali siano i punti che potrebbero creare problematiche di incongruenza con il diritto europeo. Sulla questione dellaconcorrenza, Bruxelles ha approvato l’operazione ai sensi dell’Eumre, subordinatamente a determinate condizioni, il 19 giugno 2025. Viene però messo in evidenza che l’Italia ha anche emanato separatamente undecreto che impone alcuni obblighi a Unicreditper il completamento dell’acquisizione di Banco Bpm.
Tale decreto si basa proprio sulGolden Power, ovvero la normativa nazionale cheautorizza le autorità italiane a esaminare gli investimenti in società attivein determinati settori di importanza strategica, tra cui quello bancario. La Commissione, quindi, riconosce che gli Stati membri possono adottare misure necessarie a tutelare i propri interessi legittimi, ma queste devono essere compatibili con il diritto europeo, oltre ad essere proporzionate e non discriminatorie.
La risoluzione Ue è giunta a seguito della richiesta risalente allo scorso 26 maggio di poter visionare il decreto per averne una maggiore comprensione. L’Italia ha inviato quanto richiesto l’11 giugno, permettendo quindi all’Unione europea di giungere a questa conclusione. “La Commissione ritiene in via preliminare che la giustificazione delle condizioni sia attualmentecarente di motivazionee che la Commissione avrebbe probabilmente dovutoriesaminare il decretoprima dell’attuazione“, si legge nella lettera.
Inoltre, viene specificato cheil decreto potrebbe essere incompatibile anche con altri punti del diritto europeo, tra cui le linee guida sulla libera circolazione dei capitali e sulla vigilanza prudenziale da parte della Banca centrale europea (Bce).
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