Risiko Bancario: Caltagirone, Milleri e Lovaglio indagati per l’Ops Mps-Mediobanca

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Dopo dieci mesi di accertamenti, La Procura di Milano sta indagando su una delle operazioni finanziarie più grandi degli ultimi anni: l’acquisto di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena (Mps) tramite un’Offerta pubblica di scambio da 13,5 miliardi di euro.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, tre nomi di primo piano della finanza italiana, Francesco Gaetano Caltagirone, l’imprenditore; Francesco Milleri, presidente di Luxottica e della holding Delfin; e Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, sono indagati per due possibili reati: aggiotaggio (cioè manipolazione del mercato) e ostacolo alle Autorità di vigilanza.

Che cosa contestano gli inquirenti

Secondo i magistrati, i tre avrebbero concordato in anticipo le mosse per portare Mps a conquistare il controllo di Mediobanca, operazione avvenuta fra gennaio e ottobre 2025 e accettata dal 62% degli azionisti in Borsa. L’attenzione è alta perché Mediobanca è il principale azionista di Generali, una delle compagnie assicurative più importanti del Paese. Sia Caltagirone sia Delfin possiedono già quote significative in Generali, e gli inquirenti vogliono capire se l’operazione sia stata organizzata per rafforzare la loro influenza.

Indagate anche le aziende

Non solo le persone fisiche: anche il gruppo Caltagirone e Delfin risultano indagati come società, secondo la legge che prevede la responsabilità delle aziende quando un reato potrebbe essere stato commesso dai loro vertici nell’interesse dell’impresa.

Al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali degli indagati. L’indagine è ancora aperta e, come sempre, vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza. L’inchiesta però ha già acceso i riflettori su un’operazione che ha cambiato equilibri importanti nel sistema bancario e assicurativo italiano, e che ora potrebbe avere sviluppi giudiziari.

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