Sprazzi di positività misto ad amarezza a macchia d’olio. Si potrebbero sintetizzare così leprevisioni economiche della Commissione europeache tracciano il futuro prossimo di un’Europa in leggera ripresa e di un’Italia in “modesta crescita”.
Insomma, nonostante il complesso, teso e imprevedibile quadro geopolitico scandito sopratutto dallaguerra tra Russia e Ucraina, e le spinose questioni commerciali delineate daidazi di Donald Trump, emergerebbe qualche segnale positivo per tutto il Vecchio continente nel breve periodo ma “i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso“. E guardando in casa, i dati sembrano cercare di camminare su una fune sospesa nel vuoto.
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Il Pil quest’anno si prevede crescerà di un timido0,4% ancora in flessione rispetto alle precedenti stime. L’Italia risulta al momento al quarto posto tra i Paesi che potrebbero essere considerati i “peggiori” dopo la Finlandia che che registra uno 0,1%, la Germania con 0,2% e l’Austria con 0,3%. Ai cugini d’Oltralpe, invece, sembra che la Francia crescerà fino allo 0,7% e la Spagna addirittura del 2,9%.
Volgendo lo sguardo un po’ oltre, allora il cielo potrebbe schiarirsi. Le previsioni della Commissione europea parlano, seppur di poco, di unmiglioramento che si vedrà nel 2026 e nel 2027. Il Pil italiano salirà così dello 0,8% nei prossimi due anni. Altro dato positivo è la disoccupazione che cala al 6,2% quest’anno e poi di un decimale l’anno prossimo. E la conferma che ilrapporto deficit-pil dovrebbe scendere al 3% come richiesto dai trattati europei facendo quindi uscire il Paese dalla procedura per deficit eccessivo. In sostanza, da stime, nel 2026 sarà poi al 2,8% e nel 2027 al 2,6%.
Le previsioni della Commissione europea riguardano anche idati sul commercio. Si stima che leesportazioni caleranno dello 0,7% e le importazioni cresceranno. “Dopo un risultato leggermente negativo nel secondo periodo nel trimestre del 2025– si spiega nel documento dell’esecutivo europeo – la crescita del Pil è rimasta stabile nel terzo quarto. Con un piccolo aumento positivo previsto nella parte finale dell’anno”. Per la Commissione, quindi, “l’incertezza persistente spinge le famiglie ad aumentare i risparmi”.
Nell’insieme, però, secondo Palazzo Berlaymont, le previsioni mostrano in Europa una crescita superiore alle aspettative anche se molto è dovuto dall’effetto dell’annuncio dei dazi con una “impennata delle esportazioni in previsione degli aumenti tariffari”.
Strettamente in riferimento ai dazi, infatti, la Commissione ricorda che “l’economia fortemente aperta dell’Ue rimanesuscettibile alle attuali restrizioni commerciali, ma gliaccordi commerciali raggiunti tra gli Stati Uniti e i suoi partner commerciali hanno attenuato alcune delle incertezzeche avevano offuscato le previsioni di primavera”.
E poi lespese per la difesache Palazzo Berlaymont stima avranno un impatto sul deficit di tutta l’Ue che infattisalirà fino al 3,4% del Pil nel 2027. Un effetto ci sarà anche sul debito che toccherà l’85% tra due anni. “Il difficile contesto globale– si legge nel documento della Commissione –continua a pesare sulle prospettive Guardando al futuro, i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso. Di fatto, la persistente incertezza delle politiche commerciali continuerebbe a gravare sull’attività economica, con dazi e restrizioni non tariffarie che di conseguenza potrebbero“potenzialmente limitare la crescita dell’Ue più del previsto”.
Nel caso di “ulteriore escalation delle tensioni geopolitiche”, si prevede un peggioramento dell’attuale situazione, che potrebbe essere influenzata anche dalla “crescente frequenza di catastrofi legate al clima potrebbe minare la crescita”.
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