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Povertà sanitaria, la ferita nascosta sempre più profonda: nel 2025 in 500mila non riescono a curarsi

Di fronte a questi numeri, Banco Farmaceutico ha voluto lanciare un allarme. "I dati sulla povertà sanitaria ci restituiscono, anche quest'anno un quadro preoccupante per migliaia di famiglie", ha sostenuto Sergio Daniotti, presidente della Fondazione

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Il 12esimo Rapporto sulla Povertà Sanitaria di Banco Farmaceutico presentato all’Aifa porta alla luce una situazione tragica e preoccupante in riferimento a due parametri che sono sempre più al centro del dibattito politico italiano. Da un lato c’è la perdita del potere di acquisto da parte delle famiglie, legata all’impoverimento della popolazione e all’aumento del costo della vita; dall’altro c’è l’invecchiamento della popolazione e il conseguente sviluppo di malattie acute e croniche.

Di fronte a questa situazione, quindi, il rapporto conferma le difficoltà delle famiglie italiane a far fronte al costo delle cure sanitarie. Nel 2025, infatti, 501.922 persone hanno dovuto chiedere aiuto a una delle 2.034 realtà assistenziali convenzionate con Banco Farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure che, altrimenti, non avrebbero potuto permettersi. Un numero che è cresciuto dell’8,4% rispetto allo scorso anno.

Banco Farmaceutico riporta che gli individui in condizione di povertà sanitaria sono per il 51,6% uomini e per il 48,4% donne. Il 58% sono persone in età adulta, mentre per il 29% si tratta di minori. Proprio quest’ultimo dato preoccupa più degli altri, in quanto nel nostro Paese vi sono più bambini che hanno difficoltà a curarsi rispetto agli anziani, che invece rappresentano il 21,8% del totale.

Povertà sanitaria, i dati del Rapporto del Banco Farmaceutico

Nello specifico, poi, il rapporto analizza anche i dati del commercio farmaceutico. Nel 2025, la spesa farmaceutica complessiva delle famiglie è pari a 23,81 miliardi di euro, ovvero 171 milioni di euro in più rispetto al 2023. Di questi, il 57,3%, ovvero 13,65 miliardi, sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale, mentre il 42,7%, ovvero 10,16 miliardi, sono pagati dalle famiglie. Nel 2023, la situazione era migliore, in quanto il 56% era coperto dal Ssn e il 44% dai cittadini.

Inoltre, nel 2024 quasi una persona su 10 avrebbe rinunciato a visite o esami specialistici nei 12 mesi precedenti. Il 6,8% del totale lo avrebbe fatto a causa delle lunghe liste di attesa, mentre il 5,3% per ragioni economiche. Quest’ultimo dato risulta in crescita dell’1,1% rispetto al 2023.

Povertà sanitaria, l’allarme di Banco Farmaceutico

Di fronte a questi numeri, Banco Farmaceutico ha voluto lanciare un allarme. “I dati sulla povertà sanitaria ci restituiscono, anche quest’anno un quadro preoccupante per migliaia di famiglie“, ha sostenuto Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets, ricordando come l’ente da lui guidato cerchi proprio di aiutare tutti coloro che si trovare in una condizione di difficoltà legata alle proprie cure mediche.

Eppure, questo approccio non basta. “Una cura costituita da un’autentica attenzione alle esigenze e alla dignità di chi si trova in condizioni di povertà, non può limitarsi alla pur necessaria risposta immediata al bisogno“, è il grido di Banco Farmaceutico. La risposta, infatti, deve arrivare da una comprensione approfondita del fenomeno, anche attraverso un approfondimento culturale e scientifico. “Perché più profonda è la conoscenza, più efficaci saranno le risposte“, ha concluso Daniotti.

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