Piazza Affari è oggi la maglia nera tra le principali Borse europee.Il FTSE MIB cede l’1,6%e scende a 51.877 punti, risultando il listino con la performance peggiore della giornata. Perdite più contenute per le altre piazze del continente:Parigi lascia sul terreno l’1%, Madrid e Francoforte lo 0,6%, mentre Londra limita i ribassi allo 0,2%.
A pesare sui mercati europei è soprattuttoil clima di forte incertezza internazionale. Letensioni geopolitiche, dalla crisi tra Stati Uniti e Iran fino al blocco dello Stretto diHormuz,stanno alimentando lacorsa di petrolio e gas,riaccendendoi timori di una nuova accelerazione dell’inflazionee spingendo gli investitori verso un atteggiamento più prudente. Ma se il contesto è comune a tutte le Borse europee, perché proprio Milano sta pagando il conto più salato?
Leggi Anche
I fattori del ribasso delle Borse Europee
A trascinare al ribasso i listini europei sono soprattuttodue fattori.Da un lato, le crescentitensioni geopolitiche internazionali, con la crisi tra Stati Uniti e Iran e il perdurare del blocco delloStretto di Hormuz.Attraverso questo passaggio strategico transita circaun quinto del petrolio mondiale: un’interruzione prolungata dei traffici rischia quindi di compromettere le forniture, spingendo ulteriormente alrialzo i prezzi dell’energia e alimentando le preoccupazioni per l’inflazione.
Dall’altro lato,i mercati guardano con attenzione alla Banca Centrale Europea.Gli investitori attendono infatti leprossime indicazioni della BCE sui tassi di interessee, in un contesto già caratterizzato da forte incertezza, preferiscono adottare un atteggiamento più prudente e concentrano l’attenzione anche sulla tenuta degli investimenti nell’intelligenza artificiale, dopo l’aumento delle spese in conto capitale annunciato da Alphabet. Sul fronte settoriale, i listini europei sono appesantiti soprattutto dal lusso (-1,6%) e dal comparto tecnologico (-0,8%). In rosso anche banche (-0,9%), assicurazioni (-0,2%) e utility (-0,6%), mentre il prezzo del gas continua a salire, attestandosi a 62,69 euro al megawattora. Un clima di cautela che si riflette sull’intero mercato:l’indice Stoxx Europe 600 perde lo 0,6%.
Cosa sta succedendo a petrolio e gas?
Con lo Stretto di Hormuz bloccato,gas e petrolio si alzano.E’ così cheWTI e Brent guadagnano rispettivamente del +3% e +4%,temendo il mercato una riduzione dell’offerta.Per il gasinvece, dopo le vendite sulle utility (-0,6%), il rialzo è più contenuto,sale infatti dello 0,2% a 62,69 euro al megawattora.
Ma se petrolio e gas costano di più, i costi di trasporto aumenteranno, quindi anche quelli delle imprese, così come i prezzi al consumo, causando di conseguenzail rischio inflazione.Le aspettative degli investitori in questo scenario potrebbero essere dunque unaumento dei tassi di interesse e quindi un’economia che cresce meno, con utili delle aziende in diminuzione. Ecco qui che vendono azioni e le borse scendono.
Piazza Affari paga il conto più salato
Milano oggi però perde più delle altre borse europee e responsabile è in particolare il titolo diSTM che crolla del -13%,a seguito della pubblicazione dei risultati trimestrali e di una guidance sotto le aspettative. In discesa è ancheMonclerche perde il -8,2%, nonostante i risultati del semestre siano stati buoni. Nel settore dellebanche, vendite anche su Mps (-1,6%), alle prese con l’opas di Intesa (-1,1%) e la proposta di fusione alla pari di Banco Bpm (-0,06%). Unicredit cede il -2,9%, e ancora seduta negativa anche per Campari -1,9% Prysmian -1,8% e Nexi -1,6%.
A salire invece èAmplifon che guadagna il +3,3%dopo il giudizio sul titolo della banca d’affari Citigroup: gli analisti hanno alzato la raccomandazione sul titolo a Buy, aumentando di conseguenza il target price a 16,50 euro. E poi ancora in rialzo ancheEni, che sale del +2,5%grazie al rialzo del petrolio, Leonardo con il +1,1% e Inwit (+0,9%). In calo il prezzo dell’oro che scende dello 0,5% a 4.097 dollari al barile. Sul mercato dei cambi l’euro è fisso a 1,1414 sul dollaro.Lo spread resta stabile a 83 punti percentuali,indicando dunque che i mercatinon stanno mettendo in dubbio il debito italiano. Il problema quindi oggi riguarda soprattutto leazioni, non i titoli di Stato.
© Riproduzione riservata













