Orsini indica la via al governo: “Bene l’upgrade del rating, ma serve piano industriale di 3 anni”

"Bisogna mettere l'industria al centro", ha sostenuto il presidente di Confindustria, sottolineando come l'idea di base debba essere quella di tornare ad investire sulle imprese per evitare che l'unica risposta del governo per salvare l'economia sia quella del taglio fiscale

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Emanuele Orsinitorna a scuotere il governo sui bisogni del settore industriale. Il suo intervento a BolognaFiere prima del taglio del nastro della 42esima edizione di Cersaie, si concentra ancora una volta sulle mancanze del nostro Paese a livello industriale ed economico.

Il presidente di Confindustria ricorda chel’Italia deve imparare a muoversi su due diverse direttive: da un lato ildisaccoppiamento del costo del gas da quello dell’energia, che può dare risposte a breve termine a industrie e famiglie, dall’altro unpiano industriale su tre anniche possa permettere al Paese di lavorare sul lungo periodo.

Un compito non semplice che deve anche essere svolto con una certa velocità. “Oggi c’è un divario troppo grande tra l’Italia e gli altri Paesi europei e altri continenti“, è l’allarme di Orsini, il quale si dice soddisfatto dell’upgrade che le agenzie di rating hanno conferito all’Italia, ma al contempo si dice non contento delle misure adottate finora dall’Italia sul fronte industriale.

Orsini: “L’Italia deve rimettere l’industria al centro”

Adolfo Urso e Emanuele Orsini
Adolfo Urso e Emanuele Orsini

Il tema resta quello dell’energia. Se il costo in bolletta non si abbassa risulterà impossibile per il Paese tornare ad essere competitivo a livello internazionale. “Bisogna mettere l’industria al centro“, ha sostenuto il presidente di Confindustria, sottolineando come l’idea di base debba essere quella di tornare ad investire sulle imprese per evitare che l’unica risposta del governo per salvare l’economia sia quella del taglio fiscale.

Quest’ultima sarebbe solo una soluzione provvisoria che però non agirebbe sulle gravi problematiche del settore industriale italiano. Proprio per questo è necessario cheil governo inizi a lavorare sul lungo periodo, già dalla prossima Legge di Bilancio. Orsini ha spiegato che la crescita economica è strettamente legata alla capacità di redistribuzione e di aumento dei salari, per poi aggiungere che questi obiettivi sono raggiungibili solo attraverso incentivi e investimenti.

Orsini: “Nel resto del mondo sono veloci, noi da soli non possiamo farcela”

Nel resto del mondo si muovono in maniera rapida e massiccia, mentreda soli non possiamo reggere la concorrenza“, ha chiarito. Il leader degli industriali ha poi portato degli esempi concreti. L’India ha già segnato un +63% nella produzione di piastrelle, mentre l’Europa è a -20%. “Se questo non èdumpingcos’è?“, ha tuonato, prima di citare il sistema dell’Ets, che ha determinato un aumento del prezzo dei crediti di carbonio da 10 a 85-95 euro a tonnellata. “Se non è unatassaquesta…“, ha aggiunto particolarmente contrariato.

Di fronte a questi dati, quindi,l’Europa deve impegnarsi aridimensionarsi e a rimettere l’industria al centro delle politiche“. Allo stesso modo l’Italia deve spendere incentivi e investimenti per le industrie, al fine di rimetterle in moto e permettere anche alle famiglie italiane di aumentare il proprio potere di acquisto. “Noi stiamo chiedendo che si faccia presto,mi auguro che, almeno a fine settembre o ai primi giorni di ottobre, si veda la misura sull’energia“, ha concluso Orsini, auspicando di vedere il tanto sperato cambiamento realizzarsi entro i prossimi mesi.

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