“In questa fase serviva una manovra che puntasse sulla crescita“, ha sostenuto Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, lanciando una dura critica al governo Meloni, che ha deciso invece di concentrarsi su una Legge di Bilancio che non andasse ad incidere eccessivamente sul debito. Il leader degli industriali ha riconosciuto la necessità di frenare le spese eccessive, al fine di restare al di sotto della soglia del 3% e quindi rimanere credibili sul mercato.
Allo stesso tempo, però, esistono una serie di difficoltà a cui la Manovra non dà risposte. “Ora occorre concentrarsi su un vero piano industriale“, ha spiegato Orsini nel corso del suo intervento in videocollegamento all’assemblea generale di Confindustria Pesaro-Urbino. Il presidente ha sottolineato come la competitività sia fondamentale, ma solamente se riesce ad uscire dai confini dell’Europa.
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Affinché l’Italia torni ad essere competitiva, però, è necessario continuare ad investire sulle imprese. “Abbiamo chiesto 8 miliardi l’anno per il triennio, anche 4 sarebbero fondamentali“, ha sostenuto Emanuele Orsini, aggiungendo che però se le risorse sono concentrate solamente sul 2026, allora ne beneficeranno solo coloro che hanno pianificato.
Manovra, Orsini: “Bisogna investire a lungo termine sul piano casa e sulle imprese”
“Per un investimento serve una programmazione minima di tre anni: io stesso ho impiegato 17 mesi per avere una concessione“, ha sostenuto il leader degli industriali, aggiungendo che c’è necessità comunque di dare tempistiche precise alle imprese, perché senza un piano ad ampio respiro non ci saranno soluzioni di alcun tipo. Al contempo, serve intervenire anche sul costo dell’energia, troppo alto rispetto al resto dell’Europa.
“Non è possibile che la Spagna paghi 25 euro a megawattora e noi 115“, ha tuonato Orsini, aggiungendo che una differenza così ampia non fa altro che minare la competitività di un Paese. Un passo in avanti, comunque, potrebbe arrivare dal decreto energy release che il governo presenterà la prossima settimana, come specificato dal presidente di Confindustria: “Abbiamo tre gambe su cui reggere il rilancio, ovvero rimodulare il Pnrr, sostenere le imprese e abbassare il costo dell’energia. Solo così potremo tornare a essere davvero competitivi“.
L’Italia deve anche continuare a investire su un Piano Casa, perché per continuare ad essere attrattiva ha necessità di avere politiche strutturate e una visione condivisa tra governo e imprese. Attraverso questo Piano, quindi, sarà possibile rispondere alla “crescente difficoltà abitativa che penalizza i giovani e frena l’arrivo di nuovi lavoratori“. In questo senso, Orsini ha ricordato come Confindustria abbia proposto al governo un grande piano di rilancio che metta al centro investimenti, welfare, digitale e soprattutto un piano abitativo capace di sostenere la mobilità dei giovani.
Sul piano europeo, invece, il leader degli industriali continua a spingere sulla velocizzazione dei processi burocratici che permettano di arginare lo strapotere statunitense e cinese. “Da una parte abbiamo il presidente Trump che con un tweet cambia le economie mondiali con i dazi, sui quali ancora stiamo ballando, dall’altra parte abbiamo il presidente cinese che da solo decide l’economia“, ha infatti ricordato il presidente, ricordando la necessità di sempre più certezze provenienti dall’Europa e una visione chiara sulla produttività e sul settore dell’automotive.
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