Il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, è tornato a parlare delle norme contenute nella Legge di Bilancio per il 2026, criticandone gli aspetti da migliorare e sottolineando anche le parti più positive, che ispirano fiducia per il futuro. Ospite al Bbs Leadership Talk, organizzato dalla Bologna Business School dell’Università di Bologna, il leader degli industriali ha voluto chiarire una volta per tutte che l’obiettivo del governo deve essere quello di “non lasciare indietro nessuno“.
In questo senso, Orsini è tornato a sottolineare la necessità che le misure contenute in manovra siano effettivamente continuative e non decise anno per anno con continui cambiamenti. La stabilità è infatti uno dei pilastri che permette alla società di fiorire. Entrando nello specifico del tema, Orsini ha sostenuto che sarebbe assurdo lasciar cadere nel nulla l’opportunità di Industria 5.0. Il pacchetto di investimenti che scade quest’anno, infatti, rischia di non essere rinnovato.
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“Non possiamo pensare che i nostri imprenditori non abbiano più fiducia nelle istituzioni“, ha sostenuto il presidente di Confindustria, annunciando che il prossimo giovedì è previsto un incontro al ministero insieme a Giancarlo Giorgetti, Tommaso Foti e Adolfo Urso al fine di trovare una soluzione al problema. Orsini ha ribadito la prosecuzione delle interlocuzioni anche con il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
Orsini: “L’iper ammortamento non può durare solo un anno”
Il leader degli industriali ha sostenuto di aver parlato con entrambi e di aver fatto presente che in un momento come questo, in cui Cina e Stati Uniti fanno sentire la loro pressione, che sarebbe stato meglio puntare sulla crescita delle industrie e non sull’Austerithy. Orsini ha comunque ritenuto apprezzabile del Governo sulla tenuta dei conti, perché “per i nostri imprenditori è positivo il fatto che riusciamo a essere tra i Paesi europei che stanno facendo meglio in Europa sul debito“.
Allo stesso modo, è ritenuto positivo l’iper-ammortamento inserito in manovra, che però non dovrebbe essere limitato al solo 2026. “Nel nostro Paese per mettere un investimento a terra servono dai 13 ai 17 mesi, per una concessione per costruire un nuovo fabbricato che ne vogliono altri 15, quindi per partire ci vogliono minimo tre anni“, ha infatti sottolineato. Proprio per questo, ha ribadito ancora Orsini, è necessario che il governo si muove su piani che prendano in considerazione almeno tre anni alla volta.
Orsini: “Banche e imprese devono andare a braccetto”
Non è mancata una dura sferzata alle banche italiane, anche in considerazione del contributo volontario degli istituti di credito inserito nella Legge di Bilancio. “Le imprese e le banche devono andare a braccetto per fare gli investimenti. Le banche hanno bisogno delle imprese e le imprese hanno bisogno delle banche quando c’è da fare un investimento“, ha spiegato il leader degli industriali, ricordando che l’obiettivo finale deve essere proprio quello di dare continuità alle misure per le imprese e le famiglia.
Infine, commentando i dati sulla produzione industriale nei primi nove mesi dell’anno, il presidente di Confindustria ha riconosciuto il piccolo miglioramento, sottolineando però che questo sforzo non è sufficiente. “Il vero tema è che oggi, se vogliamo essere competitivi con gli altri continenti, noi abbiamo bisogno di riuscire a produrre di più“, ha tuonato il leader degli industriali.
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