Orsini spinge su Industria 5.0: “I termini delle domande siano estesi fino al 31/12”

Il presidente di Confindustria è tornato a sottolineare la necessità che gli incentivi abbiano una continuità, al fine di evitare che i passi in avanti compiuti finora possano andare persi

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Il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha incontrato oggi il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, per discutere del proseguimento degli incentivi di transizione 5.0. L’obiettivo del leader degli industriali è quello di permettere che il termine delle domande per accedere agli incentivi siano estese al 31 dicembre.

A margine dell’assemblea pubblica di Confindustria a Palermo, Orsini ha sottolineato di essere soddisfatto che il Ministero per le Imprese e il Made in Italia “abbia fatto un passo indietro pensando che gli investimenti fino al 27 di novembre, quelli che saranno accreditati e avranno i requisiti per poterlo fare, rimangano e vengano comunque finanziati“. Secondo il presidente degli industriali, infatti, senza una decisione simile sarebbe venuta a mancare la fiducia tra istituzioni e impresa.

Il presidente di Confindustria è tornato a sottolineare la necessità che gli incentivi abbiano una continuità, al fine di evitare che i passi in avanti compiuti finora possano andare persi. Il 27 novembre, però, sarebbe una data troppo circoscritta e non permetterebbe a tutti gli interessati di iscriversi. “Non possiamo lasciare indietro nessuno, quindi ci fa piacere che sia stata fatta un po’ di retromarcia“, ha sostenuto Emanuele Orsini.

Orsini: “Dobbiamo continuare a investire nelle Zes”

Concentrandosi poi sulle risorse da destinare al Sud Italia, il leader degli industriali ha riconosciuto che “in questo momento il Sud è la locomotiva d’Italia“, per cui è necessario anche replicare quanto compiuto finora con le Zes (Zone economiche speciali) in tutta la Penisola. Proprio con questo allargamento, ha spiegato, Orsini, sarà possibile mettere al centro dell’impegno della pubblica amministrazione la semplificazione. “Proprio questo sarà l’argomento che affronteremo oggi con il presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo“, ha spiegato ancora Orsini.

Il presidente di Confindustria ha ricordato come gli investimenti per la Zes abbiano toccato i 5,8 miliardi di euro, trasformando in tutto il Sud 28 miliardi di investimenti, con 35 mila assunzioni. “Nel 2024 l’Italia ha fatto un +0,7, invece la Sicilia ha fatto un + 1.3, e quindi continuiamo così“, ha spiegato Orsini, aggiungendo che ciò che conta è quello di allargare la proposta non solo al 2026, ma anche sul lungo periodo. “Al Paese serve un piano industriale su tre anni“, ha rimarcato, riprendendo un tema largamente affrontato in questi mesi.

Orsini: “In Europa rischiamo di perdere le industrie di base”

Non sono mancati, poi, gli attacchi nei confronti dell’Unione europea. “Sta sbagliando quasi tutto, io sono un europeista convinto, ma oggi l’Europa così come è non serve“, ha tuonato Orsini, aggiungendo che il rischio di questo momento storico, con troppa burocrazia e lentezza nell’agire, è quello di perdere l’industria di base europea. “L’Europa produttiva sta dicendo che oggi serve che l’Ue cambi passo, non c’è più tempo“, ha concluso.

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