I dazi non sono il vero pericolo per l’Unione europea, nonostante tutte le difficoltà che questi portano con sé, ma lo è ilcambio euro dollaro. A spiegarlo è il presidente diConfindustria,Emanuele Orsini, il quale ha avvertito i Paesi membri della comunità europea e i leader italiano a non sottovalutare questo aspetto che rischia di “toglierci competitività“. Orsini ha sottolineato come gli analisti abbiano annunciato che la differenza tra euro e dollaro potrebbe arrivare al 20% già il prossimo marzo, affossando così la capacità europea di inserirsi in modo redditizio sul mercato.
Nel corso della Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia il leader degli industriali ha preso parte al dibattito “L’economia e le imprese italiane tra dazi e incertezze“, chiarendo quali sono i punti fermi su cui al momento deve concentrarsi il nostro Paese. Unpunto di vista privilegiato di un esperto che quotidianamente tocca con mano i risultati concreti delle azioni del governoitaliano e delle raccomandazioni di quello europeo. Tra dazi, competitività, Green Deal e investimenti, il leader degli industriali tenta di dipingere un quadro chiaro della situazione, che spinga governo e opposizioni a sviluppare piani che siano in grado di rispondere ai problemi del Paese.
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Orsini: “Parlare di guerra nel 2025 è da matti”
“In Europa non stiamo facendo niente per attrarre capitali“, ha poi aggiunto, spiegando di confidare nell’attivazione al più presto degli Eurobond. A peggiorare l’incertezza economica di questo periodo sono anche i conflitti in corso. “Nel 2025 parlare ancora di guerre è da matti.Questo è un mio pensiero personale“, ha tuonato, dichiarando di sperare che le questioni in corso possano risolversi al più presto, soprattutto per i pericoli a cui sottopongono i cittadini presenti sui territori in conflitto.
In questo senso, Orsini ha sostenuto di ritenere imprescindibile la creazione di una difesa europea in grado di difendere i propri confini. “La difesa vuol dire anche la difesa dei cavi sottomarini per internet, vuol dire cybersecurity“, ha specificato ricordando che si tratterebbe uno strumento di protezione e mai di attacco.
Tornando alle questioni puramente economiche, il presidente di Confindustria ha ricordato che l’economia italiana potrebbe giovare del “dialogo con tutti i partiti“, affinché vengano individuate le soluzioni migliori per far ripartire le industrie. In particolare, è necessario instaurare un dialogo sulla prossima legge di Bilancio, in quanto a breve scadranno tutte le misure per le imprese. Ciò che è necessario, quindi, è “rimettere al centro gli investimenti”per puntare sulla competitività del Paese.
Orsini: “L’Europa deve tornare a produrre nel settore dell’automotive”
Ancora una volta, uno dei settori in maggiore difficoltà è quello dell’automotive. “Ho appena letto le dichiarazioni di Von der Leyensul settore dell’auto. Io credo che ancora non ci siano delle soluzioni nette“, ha spiegato Orsini, chiarendo di non aver mai manifestato una contrarietà allo sviluppo dell’auto elettrica. “Il vero capitolo è chenoi dobbiamo puntare sulla neutralità tecnologica per raggiungere lo stesso obiettivo che si può raggiungere con le auto elettriche“, ha spiegato, chiarendo che le imprese europee devono tornare a produrre.
In questo quadro, quindi, un capitolo importante potrebbe essere rappresentato dagliidrocarburi, ovvero combustibili in grado di emettere il 99% in meno di quelli attualmente in uso. “La ricerca e sviluppo deve essere messa al centro“, ha evidenziato, auspicando che l’Italia e l’Europa non tralascino questo aspetto nelle prossime discussioni sul bilancio.
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