L’economia italiana continua acrescere, benché con un passo più lento rispetto alle attese. Nel suo ultimo rapporto, infatti, l’Ocse ha rivistoal ribasso le sue stime di crescita sul PIL del Paese, prevedendo un aumento dello0,5% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. A dicembre, l’organizzazione indicava rispettivamente unacrescita dello 0,6% e dello 0,7%.
A condizionare le valutazioni dell’l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, con sede a Parigi, sono le conseguenze del nuovoshock sui prezzi dell’energia, “che pesa sul consumo delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni“. Secondo le Prospettive economiche dell’istituzione, presentate oggi, l’aumento dei prezzi energetici causeràuna crescita dell’inflazione, cancellando la recente progressione dei salari reali.
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“Le prospettive dell’Italia– precisa l’Ocse –sono relativamenteesposte all’evoluzione delconflitto in Medio Oriente, vista la quota elevata di energia prodotta a partire dacombustibili fossiliimportati e il peso della produzione manifatturiera esportata“. Il nostro Paese è infatti più dipendente rispetto ad altre grandi nazioni dell’eurozona dal petrolio raffinato e dal gas naturale (rispettivamenteun quarto e l’11% dell’offerta totale) veicolati attraverso loStretto di Hormuz.
Nella penisola, tra le fine del 2025 e l’inizio del 2026, si stavano in effetti osservando i primi segnali di unrisanamento progressivo dell’economiama, successivamente all’inizio della guerra in Iran, l’aumento dei prezzi dell’energia e l’instabilità hanno iniziato adintaccare la fiducia. A tal proposito, l’organizzazione internazionale sottolinea che il Pil italiano è “progredito dello0,2% nel primo trimestre 2026 rispetto al trimestre precedente, sostenuto dall’aumento degli investimenti e della produzione legato ai prodotti farmaceutici e dalle transizioni energetiche e digitali.
Quanto aiGiochi Olimpici di Milano-Cortina, essi “hanno temporaneamenterilanciato l’attività nel settore dei servizicome anche le esportazioni“, le quali avevano registrato un calo in volume a fine 2025, in particolare quelle verso i mercati di eurozona e Usa, per poi ripartire a inizio 2026.
Le raccomandazioni dell’Ocse all’Italia
La strada indicata dall’Ocse perridurre l’onere del debitoe migliorare la resilienza dell’economia agli shock esterni è quella del “risanamento fiscale, unitamente a un programma globale diriforme strutturali volte ad aumentare la produttività e l’occupazione“. Inoltre, le misure di sostegno ai prezzi dell’energia devono esseretemporaneee mirate alle famiglie e alle imprese vulnerabili, al fine dicontenere i costi di bilancio.
Per aiutare laproduttività delle imprese, inoltre, si raccomanda di “continuare a snellire e garantire una maggiore stabilità nelsostegno pubblico alle imprese, ridurre gli oneri normativi e fiscali, potenziare il sostegno alla ricerca e allo sviluppo innovativi e incoraggiare la professionalizzazione della gestione aziendale“. E ancora: accelerare losviluppo delle fonti di energia rinnovabilee l’elettrificazione dei consumi ridurrebbe l’esposizione dell’Italia alla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili e all’incertezza dell’approvvigionamento, oltre adabbassare i costi energetici.
Infine, l’Ocse punta i fari sulle pressioni della spesa, che stanno aumentando a causa dell’invecchiamento demografico, dei cambiamenti climatici e della difesa. Quindi, “il raggiungimento del risanamento previsto richiederà un miglioramento dell’efficacia e dell’integrità della spesa pubblica, nonché uncontenimento dell’elevata spesa pensionistica“. Inoltre, occorre ottimizzare il passaggio dalla scuola al lavoro, la
formazione degli adulti e quella professionale, nonché riformare le politiche del mercato del lavoro perintegrare meglio i giovani nella forza lavoro.
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