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Mediobanca punta a Banca Generali: presentata offerta di scambio sul 100%, una risposta a Mps?

L'operazione si inserisce nel tentativo di Piazzetta Cuccia di eseguire il piano "One brand - One culture", che trasformerebbe il wealth management nell'attività principale svolta dal gruppo. Secondo le stime, in questo modo Mediobanca raddoppierà i ricavi arrivando a 2 miliardi di euro

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Il Risiko delle banche sembra non avere fine. Una nota pubblicata daMediobancaha annunciato l’entrata nel tabellone degli scambi di quote anche di Piazzetta Cuccia, pronta a lanciare un’Ops(Offerta pubblica di scambio)sul 100% di Banca Generali, offrendo a quest’ultima la propria partecipazione in cambio della controllata. In sostanza, il piano di Mediobanca sarebbe quello di cedere la propria partecipazione in Generali, che secondo l’ultimo aggiornamento ammonta al 13,1%, sfruttando invece uninvestimento di 6,3 miliardi di euroin Banca Generali.

In questo modo si andrebbe a creare un operatoreleader nel settore del “wealth management, ovvero della gestione della ricchezza, in quanto gli asset delle due società si unirebbero raggiungendo un valore di 210 miliardi e 2 miliardi di ricavi. Mediobanca avrebbe inoltre unritorno sul capitale tangibile dal 24% al 20%, ovvero percentuali ottimali per il benessere dell’azienda. Proprio nell’ultima assemblea di Generali, tenutasi qualche giorno fa, la lista presentata da Mediobanca, primo socio in Generali, aveva conquistato il rinnovo del Cda e la riconferma per il prossimo trinnio dell’AdPhilippe Donnet.

Piazzetta Cuccia non sembra essere stata fermata dall’Opa a lei imposto daMonte dei Paschi di Siena, che non le permette di compiere alcune operazione che possa contrastare il conseguimento degli obiettivi dell’offerta, come ad esempio aumentare l’indebitamento, interrompere le ricerche o diminuire gli investimenti. Per risolvere la questione, Mediobanca ha giàfissato al prossimo 16 giugno un’assemblea ordinariaa cui spetterà l’approvazione della manovra.

I numeri e le percentuali dietro l’operazione di Mediobanca

Entrando invece nei dettagli dell’operazione, si apprende che ilrapporto di scambiotra Piazzetta Cuccia e Banca Generali è stato fissatoin 1,7 azioni Generali per ogni azione di Banca Generale, sulla base delle quotazioni in atto il 25 aprile. Il prezzo implicito per azione, quindi, ammonta a 54,17 euro. Nel comunicato rilasciato oggi si legge infatti che l’operazione permetterà “la creazione di 300 milioni di euro di sinergie, 50% da costo, 28% da ricavi, 22% da funding, abasso rischio di esecuzionevista l’elevata complementarietà delle due società e il forte razionale industriale dell’operazione“.

L’operazione si inserisce nel tentativo di Piazzetta Cuccia di eseguire il piano “One brand – One culture“, che trasformerebbe ilwealth managementnell’attività principale svolta dal gruppo. Secondo le stime, in questo modoMediobanca raddoppierà i ricavi arrivando a 2 miliardi di euro, ovvero il 45% dei ricavi consolidati, e allo stesso tempo andrà a quadruplicare l’utile netto, portandolo a 0,8 miliardi. L’incorporazione, poi, dovrebbe garantire sinergie pari a 300 milioni, derivanti per metà dai costi minori, per il 38% dai ricavi e per il 22% dalfunding.

Mediobanca, Nagel: “Saremo punto di riferimento nel panorama finanziario europeo”

Sull’offerta si è espresso l’amministratore delegato di Mediobanca,Alberto Nagel, che ha ricordato come questa operazione si inserisca in un quadro diriallocazione del capitale che ha avuto inizio circa 10 anni fa, ovvero quando Piazzetta Cuccia ha dato inizio alla progressiva vendita del portafoglio partecipazioni, affiancandovi però le attività diWealth management, diInvestment Bankinge diCredito al Consumo.

L’ops lanciato oggi, quindi, “cambia la relazione fraMediobancaeGeneraliche da partecipazione finanziaria diventa unpartner industriale“, permettendo al gruppo di divenire “un campione italiano nel wealth management“, in grado di unire “la filosofia di eccellenza e performance” alla volontà di essere un punto di riferimento nel “panorama del sistema finanziario italiano ed europeo“.

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