La guerra di Hamas in Israele proietta ombre sui prezzi del gas e delle bollette. Il bilancio umanitario è sempre più preoccupante ma a questo, si aggiunge la preoccupazione per i i prezzi dei carburanti.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sottolinea i dati delle associazioni dei consumatori Assoutenti, parlando di una “situazione di emergenza“.
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Israele: la preoccupazione di Urso
Gli occhi del mondo sono puntati alla guerra in Israele. Il copione dell’aumento dei prezzi dei carburanti e sul costo dell’energia rischia di ripetersi come per il conflitto in Ucraina. Il ministro Urso afferma: “Rischia di far esplodere altre problematiche, mi riferisco a quello dell’energia, come accaduto per la guerra della Russia in Ucraina, per l’approvvigionamento di gas e petrolio“.
A Rai News24 il ministro risponde sul rischio che potrebbe gravare sulle spalle delle famiglie italiane. “Da quei paesi giungono altre risorse alla nostra Europa. Dobbiamo capire e comprendere anche se dobbiamo pensare all’autonomia strategica del nostro continente per l’approvvigionamento energetico ma non solo” continua. Di fatto, nella mattinata di lunedì 9 ottobre è cresciuto oltre 40 euro in avvio di contrattazioni, con le paure per una escalation della guerra in Israele.
Israele: lo scenario di Assoutenti
Assoutenti conferma tale andamento: il conflitto aperto in Israele si traduce in ripercussioni dirette alle tasche degli italiani. “Che il nostro Paese dipenda ancora molto dall’estero per le forniture di gas lo dimostrano i dati di Arera, secondo cui dei 72,6 miliardi di metri cubi di gas naturale importati dall’Italia nel 2022, l’Algeria è il primo paese fornitore con circa il 36%, seguono Russia e Azerbaigian con circa il 15%, Qatar da cui arriva il 10% del gas, Norvegia con l’8,6%, Libia al 4,3%: nell’importazione via nave stanno inoltre assumendo importanza altri paesi come Spagna, Egitto e Nigeria” scrive l’associazione in una nota.
Immediato il commento del presidente Furio Truzzi: “Aumenti che arriverebbero nel momento peggiore, ossia nei mesi invernali quando gli italiani accendono gli impianti di riscaldamento e concentrano l’80% dei consumi annui di gas“. La speranza di Truzzi risiede nell’azione del governo Meloni, che con l’appoggio dell’Europa, provvederà con delle misure adeguate di contrasto di una prossima impennata delle quotazioni energetiche.
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