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Giorgetti alza le speranze: “La manovra quest’anno non sarà solo correttiva e fatta di sacrifici”

Al momento l'economia italiana sembra procedere verso gli obiettivi che il governo si era posto, seppur con qualche rallentamento che Giorgetti implica alla politica protezionistica degli Usa. "Resta da valutare l'eventuale maggiore pressione sui conti pubblici", ha spiegato, auspicando comunque che i miliardi da investire non vadano ad impattare gli obiettivi di politica economica che l'Italia si è posta

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Il mese di settembre si è aperto come ogni anno con una serie di riflessioni sullaManovra finanziariache dovrà essere approvata entro dicembre. I toni sono ancora pacati e le tempistiche piuttosto rilassate e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sembra avere tutto sotto controllo. Quest’anno, poi, gli animi sembrano essere piuttosto positivi.

La manovra per il 2026non sarà solamente correttiva, perché i conti stanno andando come previsto“, ha spiegato con un certo orgoglio il titolare del Mef. Al Forum di Cernobbio, Giorgetti ha cercato di presentare un quadro più chiaro possibile della situazione. Al momento, non vi sono certezze sulle proposte dei partiti, né sulle conseguenze che l’aumento delle spese di difesa potrebbe comportare sulla manovra. Ciò che è chiaro è che l’Italia si trova in una condizione economicamente migliore di quella del 2022.

Eravamo abituati a leggi di Bilancio fatte per correggere e imporre sacrifici“, ha ricordato il ministro, sottolineando il cambio di registro che si starebbe verificando quest’anno. Ovviamente, le variabili sono molteplici e il Paese deve tenerle in considerazione tutte per evitare strappi che provocherebbero più danni di quelli che la Nazione può sopportare. “Continueremo ad impostare il lavoro in modo serio, pragmatico e sulla base dei dati disponibili“, ha rassicurato Giorgetti, chiarendo chel’intero Paese potrà godere dei passi in avanti compiuti in questo ultimo periodo.

Manovra, Giorgetti: “Al momento non c’è un quadro chiaro ma solo proposte fantasiose”

Il bilancio pubblico, come riportato dal titolare del Mef, starebbe beneficiando dellepolitiche economiche prudentiadottate negli scorsi anni, “Ci stanno ripagando con un dividendo importante anche per le imprese e le aziende di credito“, ha sottolineato, aggiungendo che anche in questa legge di Bilancio, l’obiettivo sarà quello di agevolare la vita quotidiana delle famiglie. La lista delle priorità vera e propria, però, sarà stilata in un secondo momento. “Per serietà il governo deve parlare quando c’è un quadro d’insieme“, ha spiegato, facendo riferimento alle prime voci che hanno iniziato a circolare sul contenuto della legge.

Durante l’estate come sempre c’è una serie pirotecnica di proposte fantasiose di cui il ministro non saassolutamentenulla“, ha dichiarato con un tono scherzoso, evidenziando come nulla di quanto discusso finora può essere preso seriamente in considerazione. Solo il lavoro dei tecnici del ministero dimostrerà ciò che è attuabile e ciò che non lo è. In questo contesto rientrano anche le conseguenze dell’aumento delle spese della difesa.

Manovra, Giorgetti: “Da valutare l’impatto sull’economia dell’aumento delle spese militari”

Al momento l’economia italiana sembra procedere verso gli obiettivi che il governo si era posto, seppur con qualche rallentamento che Giorgetti implica alla politica protezionistica degli Usa. “Resta da valutare l’eventuale maggiore pressione sui conti pubblici“, ha spiegato, auspicando comunque che i miliardi da investire non vadano ad impattare gli obiettivi di politica economica che l’Italia si è posta.

Il titolare del Mef ha comunque voluto riconoscere che vi devono essere degli “sforzi” compiuti nei confronti dell’industriadella difesa internazionale, che improvvisamente si trova a gestire una situazione complessa e costosa. “Altrimenti il tutto si traduce unicamente in un aggravio per la finanza pubblica senza nemmeno  un ritorno di produzione industriale e di occupati in Italia“, ha messo in guardia.

Manovra, Giorgetti: “Oltre ai dazi c’è da considerare il deficit commerciale con la Cina”

Il ministro dell’Economia ha sottolineato che, nel contesto dei danni dovuti ai dazi, c’è una direttiva da non perdere di vista. Oltre alle tariffe trumpiane,l’Italia deve prestare attenzione al crescente deficit sviluppato con la Cina e, in generale, con i Paesi asiatici. Nello specifico, c’è la necessità di trovare una soluzione allaover capacitycinese e ad un contesto globale in cui vi sono Paesi che possono produrre in perdita per vendere prodotti a prezzi più che competitivi.

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