Non solo una partita commerciale, ma un costo che finora è ricaduto soprattutto sugli Stati Uniti. Il governatore dellaBanca d’Italia,Fabio Panetta, interviene sul tema deidazinel pieno delle tensioni internazionali e offre una lettura controcorrente: l’impatto delle tariffe, più che sui partner commerciali, si sarebbe fatto sentiresull’economia americana.
Il riferimento arriva dal palco del32° congresso Assiom Forex, dove Panetta ha tracciato un quadro più ampio dei rischi globali, tra commercio, mercati e stabilità finanziaria. Un contesto in cui, ha lasciato intendere, le politiche protezionistiche possono produrre effetti meno prevedibili e più interni di quanto spesso si immagini.
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Accanto al tema dei dazi, il governatore ha acceso i riflettori sui segnali che arrivano dai mercati finanziari.“Stanno emergendo indicazioni che sembrano segnare il passaggio da una fase di ottimismo generalizzato a unavalutazione più prudente dei rischi”, ha osservato, invitando a non dare per scontata la resilienza dei listini.
Un campanello d’allarme che guarda in particolare agli Stati Uniti, dove le recenti flessioni, soprattutto nel settore della tecnologia, riflettono anche risultati inferiori alle attese. Dinamiche che, ha spiegato Panetta, non restano confinate:“Anche quando inizialmente circoscritti, gli shock possono propagarsi rapidamenteattraverso le interconnessioni finanziarieed essere amplificati da meccanismi di contagio”.
Nel suo intervento, il governatore ha toccato anche lo stato dell’economia americana. La crescita del 2025, pari al 3,2%, sarebbe stata ancora più sostenuta senza il peso del lungo shutdown: un elemento che conferma, ancora una volta, quanto fattori politici e istituzionali possano incidere direttamente sull’andamento economico. Dal congresso emerge così un messaggio doppio: da un lato, i dazi non sono una leva senza costi, e possono colpire chi li introduce; dall’altro,i mercati globali stanno entrando in una fase più fragile, in cui l’equilibrio resta esposto a shock improvvisi.
Nel dibattito tra operatori finanziari, si inseriscono anche le riflessioni sul ruolo del sistema bancario. In una fase definita “epocale” di trasformazione tecnologica, le banche sono chiamate a restare sulla frontiera dell’innovazione, gestendo la crescente complessità e la concorrenza delle fintech.
Il quadro che emerge è quello di un’economia globalemeno lineare e più interconnessa, dovecommercio, finanza e tecnologia si intrecciano. E dove, come nel caso dei dazi, le conseguenze posso rivelarsi differenti dalle intenzioni iniziali.
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