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Dazi, Orsini (Confindustria): ‘C’è grande confusione, ma serve cautela’

In ogni caso, in Italia, il decreto Bollette è da considerarsi come un grande passo in avanti, "un traguardo quasi storico, perché tiene insieme famiglie e imprese". Questo sforzo del governo, però, deve essere solo un punto di inizio su cui continuare a lavorare. "Tra vent’anni nel nostro Paese consumeremo quasi il doppio dell’energia, tra elettrificazione e data center. Non possiamo ignorarlo"

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Confindustriarimane speranzosa. In un periodo piuttosto complesso a livello economico e industriale, anche a causa della nuova incertezza generata dai dazi globali del 15% annunciati daDonald Trump, l’Italia e l’Europa possono ancora tornare ad essere competitive e riportare le loro industrie ai fasti del passato. Affinché vi sia questo cambio di passo, però, è necessario agire di conseguenza, tenendo a mente quali sono i settori su cui intervenire con maggiore urgenza.

Non è normale che l’energia costi in modo così diverso tra Paesi membri“, ha infatti specificato il Presidente di Confindustria, ricordando la necessità di costruire un mercato unico europeo che permetta di superare questa complessa differenziazione. Orsini ha quindi criticato la mancanza di coesione tipica dell’Ue, ricordando che al momento l’unica vera unificazione riguarda l’euro.

Questa individualità deve essere superata in favore di una logica comunitaria che sappia sfruttare al meglio le potenzialità dei singoli Paesi, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno. “Servono regole che permettano investimenti e costi più bassi. Se collaboriamo, vinciamo, se ci dividiamo perdiamo tutti“, ha tuonato il leader degli industriali, sottolineando anche l’importanza dell’eliminazione degli Ets, ovvero le tasse contro la produzione di Co2.

Confindustria, Orsini: “Serve un piano energetico forte”

L’industria europea pesa per circa l’1,5% delleemissioni globali: non possiamo distruggerla per un impatto così limitato, mentre la Cina investe su gas e rinnovabili ma continua a usare senza risparmio fonti fossili, contribuendo in modo enorme all’inquinamento del pianeta“, ha spiegato con una certa convinzione, aggiungendo che quello degli Ets è un costo che cade su imprese e cittadini e che quindi non rafforza affatto la competitività.

In ogni caso, in Italia, il decreto Bollette è da considerarsi come un grande passo in avanti, “un traguardo quasi storico, perché tiene insieme famiglie e imprese“. Questo sforzo del governo, però, deve essere solo un punto di inizio su cui continuare a lavorare. “Tra vent’anni nel nostro Paese consumeremo quasi il doppio dell’energia, tra elettrificazione e data center. Non possiamo ignorarlo“, ha spiegato, mettendo in evidenza la necessità di incentivare le aziende, come Eni e Leonardo, che lavorano su tecnologie avanzate che possono partecipare alla creazione di un mix di energie rinnovabili.

Per quanto riguarda i dazi, invece, il presidente di Confindustria ha spiegato che la confusione riguardante i dazi è piuttosto ingente. “Indubbiamente abbiamo un problema con la Cina“, ha aggiunto, ricordando come nel 2025 l’Italia abbia registrato un saldo commerciale positivo di 34 miliardi con gli Stati Uniti e negativo per 46 miliardi con la Cina. “C’è evidentemente qualcosa che non funziona, la concorrenza deve essere leale, ovvero con le stesse regole sociali e ambientali“, ha rimarcato.

Comunque, Orsini ha anche messo in luce come il Made in Italy abbia continuato a registrare risultati straordinari, proseguendo con le vendite in tutto il mondo, nonostante le tariffe aggiuntive. “Il vero tema è il cambio euro-dollaro:con una moneta troppo forte perdiamo competitività rispetto a Paesi come il Giappone“, ha concluso con una certa convinzione.

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