Riforma condominio: per diventare amministratore servirà la laurea

Novità per i condomini italiani. Arriva alla Camera il ddl targato Fratelli d’Italia in 17 articoli: amministratori laureati e iscrizione all’albo del Mimit

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Da oggi si discute sull’obbligo di laurea per gli amministratori di condominio e quello di iscrizione all’albo. Oltre a ciò, lo stop ai pagamenti in contanti e la stretta sui rendiconti condominiali. Sono questi i punti più discussi della Riforma bis del condominio. Il disegno di legge AC 2692, supportato da Fratelli d’Italia è stato presentato oggi alla Camera.

Il testo passerà al vaglio di tecnici e professionisti per una migliore definizione dei contenuti” ha dichiarato la deputata Fdi Elisabetta Gardini.

I contenuti del ddl condominio

La parte più dibattuta della riforma riguarda l’obbligo di possedere una laurea per essere amministratore di condominio. Basterà una laurea triennale, o in materie giuridiche-economiche o scientifiche e tecnologiche. Ad oggi non esiste un percorso accademico specifico per diventare amministratore, per cui il Ddl precisa che l’obbligo della laurea non scatterà se al momento della data in vigore, l’amministratore sia iscritto ad albi, ordini o collegi dell’area economica, giuridica o tecnica.

Quest’eccezione riguarderà quindi periti, geometri, ragioneri e lavoratori simili, ma esclude chi possiede solo un diploma liceale o alberghiero, che finora era sufficiente. Le conseguenze della nuova riforma preoccupano molti del settore.

Per tutti coloro che vorranno esercitare la professione verrà creato un elenco presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, confermando i relativi requisiti. Stesso discorso per i revisori condominiali. Chi svolge una delle due attività senza essere iscritto all’albo verrà punito con una multa da 1.032 a 5.160 euro.

Uno dei punti positivi è il rinnovo automatico annuale della nomina, che sarà revocabile solo a condizione che l’assemblea condominiale sia contraria. Finisce quindi l’annoso problema delle assemblee in cui non si riusciva a raggiungere la maggioranza di 500 millesimi dovuta alle molteplici assenze da parte dei condomini alle riunioni.

Nuove regole contabili

Modificati gli adempimenti contabili sul rendiconto annuale: tutti i pagamenti dovranno essere fatti sul conto corrente, facendo sparire i contanti.

Favoriti anche i fornitori. In caso di mancato pagamento da parte del condominio, si potranno chiedere i soldi solo ai morosi, dopo congrua verifica dell’amministratore. Oltretutto, se il Disegno di Legge dovesse passare i fornitori potranno attingere al conto corrente condominiale e anche riferire ai condomini in regola con i pagamenti.

Per le comproprietà con più di venti condòmini l’amministratore dovrà nominare un revisore che attesti il corretto svolgimento del rendiconto seguendo criteri più precisi, come il criterio di cassa, che redigerà una situazione patrimoniale e una ripartizione dei costi relativi all’anno di esercizio con eventuali conguagli di fine gestione per tutti i condomini.

Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, il fondo spese condominiale andrà stabilito subito e non sarà più possibile seguire l’andamento dei lavori per chiedere soldi ai condòmini.

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