Nel secondo giorno di aumenti dopo lostop al taglio delle accise scattato il 3 luglio,icarburanti al self service in autostrada tornano, anche se di poco, sopra la soglia dei 2 euro al litro.Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi, oggi, domenica 5 luglio 2026, il prezzo medio del rifornimento in modalità self service lungo la rete stradale
nazionale è pari a1,841 euro per la benzina e 1,922 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è rispettivamente1,932 euro e 2,004 euro.
Carburanti, Dona (Unione Nazionale Consumatori): “Governo tratta automobilisti come polli da spennare”
“Ringraziamo il governo per la stangata che si è abbattuta sugli automobilisti, considerati semprepolli da spennare.Un pieno da 50 litri in appena 2 giorni èrincarato di circa 2 euro e non è ancora finita, considerato che si tratta di prezzi in modalità self service e che, quindi, se non si vende in quel distributore anche il servito,molti prezzi saranno aggiornati solo lunedì mattina“. Questa la polemica dichiarazione diMassimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
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Quest’ultimo ha inoltre accusato l’esecutivo diopportunismo, affermando che il premier Giorgia Meloni segue pedissequamente le raccomandazioni della Commissione europea (non vincolanti e obbligatorie) enon dà seguito agli obblighi quando è aperta una procedura d’inflazione, come nel caso dei balneari, “o continua indifferente a pagare sanzioni, dalle discariche abusive ai rifiuti della Campania“.
Codacons: ” Lo stop al taglio delle accise costerà agli italiani1,4 miliardi di euro su base annua“
Anche il Codacons è intervenuto sulla vicenda, comunicando che il mancato rinnovo del taglio delle
accise costerà agli automobilisti italiani1,4 miliardi di euro su base annua solo a titolo di rifornimenti di carburante sulla rete stradale e autostradale. Più nel dettaglio, indipendentemente dall’andamento dei
prezzi alla pompa, si stima un costo di quasi4 milioni di euro al giorno. Ma per l’associazione che difende i diritti dei consumatori, la situazione è ancora più grave se si considera chegli incrementi dei listini alla pompa si verificano proprio nel periodo estivo, quando gli spostamenti in auto degli italiani sono maggiori, e nonostante le quotazioni del petrolio si siano deprezzate del -25% da inizio giugno.
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