Dopo la fine del provvedimento sultaglio delle accise, scaduto il 3 luglio, il prezzo dei carburanti continua a salire. Stando ai dati aggiornati del Ministero delle Imprese e del made in Italy, il costo del diesel ha ufficialmente superato la barriera dei 2 euro al litro anche sui distributori delle strade ordinarie, ma a salire sono anche i prezzi della benzina, arrivati ormai oltre 1,9 al litro.
Come sottolineato daMassimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, ormai i rincari effettivi alla pompa hanno ampiamentesuperato il valore dello sconto perduto. E del resto, come riportato da Codacons, le tensioni internazionali e la ripresa del conflitto tra Stati Uniti e Iran hanno spintoal rialzo le quotazioni del petrolio, con il Brent che segna un+18% rispetto a inizio luglio, provocando effetti diretti sui costi dei rifornimenti di carburante
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Carburanti, il gasolio è ormai sopra i 2 euro al litro, la benzina sopra 1,9
Nei due giorni precedenti a oggi, cioè il 15 e il 16 luglio, a farsi particolarmente evidenti sono stati i rincari delgasolio. Nello specifico ieri il prezzo medio è stato pari a2,040 euro al litro. Un record degno di nota è stato registrato aBolzano, dove le pompe riportavano2.076 euro al litro. Le altre regioni dove era più esoso fare un pieno erano Sicilia e Friuli Venezia Giulia.
Lato benzina, i dati di ieri certificavano medie alte anche per questa miscela che in quasi tutte le regioni, al self service,è oltre 1,9 euro. Anche in questo caso è Bolzano ad avere il valore più alto, avendo fatto registrare un prezzo di 1,950 euro al litro. Seguono Sicilia e Valle d’Aosta, tutte e due a 1,933. Le uniche due regioni in cui si è rimasti sotto 1,9 sono le Marche e il Lazio. Per quanto riguarda la rete autostradale, il prezzo medio self, il 16 luglio, è stato di 1,998 euro al litro per la benzina e 2,111 euro al litro per il gasolio.
Federconsumatori: “Reintrodurre il taglio delle accise”
“Come purtroppo avevamo paventato, l’eliminazione del taglio delle accise si è rivelata prematura e poco lungimirante. Con le nuove tensioni nelloStretto di Hormuzle quotazioni del petrolio sono tornate a crescere e, con esse, i prezzi dei carburanti, ormai del tutto privi dei ritocchi sulle accise che avevano parzialmente aiutato i cittadini in questa fase di rincari“, ha denunciato con veemenzaFederconsumatori. Per l’associazione, infatti, i sovrapprezzi continuano a pesare in maniera“inaccettabile”sulle tasche dei cittadini.
“L’aggravio totale ammonta a +265 euro annui a famiglia, ma si sarebbe potuto ridurre di ben 112,80 euro annui se il governo non avesse deciso di eliminare troppo presto il taglio delle accise“, ha aggiunto Federconsumatori, chiedendo a gran voce al governo che l’asse del dibattito politico venga riportata sulleesigenze degli italiani, affinché si approvino misure utili a soddisfarle. Per questo motivo, è fondamentale assume decisioni “coraggiose”, come lareintroduzione di opportuni tagli sulle accise, con magari un meccanismo che entri in funzione nel momento in cui i prezzi dei carburanti superanouna certa soglia di differenzialerispetto al periodo precedente.
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