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Borse, il crollo dopo i dazi di Trump: Milano brucia 22 miliardi, Borse 269 miliardi

A pesare, ovviamente, i dati al di sotto della aspettative provenienti dall'occupazione negli Usa. Inoltre, cresce l'incertezza sulle decisioni della Fed, l'equivalente americana della Bce. Gli operatori spingono a incrementare le scommesse sulla possibilità che la Federal Reserve abbasserà i tassi di interesse già da settembre

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Profondo rosso per leBorse europeeche non reggono il colpo dei dazi diDonald Trumpe crollano inesorabilmente sotto il peso dell’incertezza e della crisi economica. La paura provata dai mercatiè costata agli investitori 269 miliardi di euro di capitalizzazione. Si tratta, in sostanza, delle perdite subite dall’indice paneuropeo Stoxx 600, oggi in calo dell’1,89%.A Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha ceduto il 2,55%, sono andati in fumo ben 22 miliardi di euro.

A pesare sul crollo anche il mercato del lavoro negli Stati Uniti sotto le attese. Il fine settimana per le Borse europee si è quindi rivelato catastrofico, fin da questa mattina.A Borse chiuse è arrivato il momento di tirare le somme sulle perdite. I tabelloni non mentono e ogni singola Borsa europea si è trovata a dover fare i conti con il timore dovuto all’aumento delle tariffe imposto dal Presidente degli Stati Uniti.

Parigi ha lasciato sul terreno il 2,91% con il Cac 40 a 7.546 punti, mentre Francoforte ha perso il 2,65% con il Dax a 23.427 punti.A reggere il colpo meglio degli altri, forse per le tariffe al 10% e non al 15% come il resto d’Europa, c’è Londra: il Ftse 100 ha infatti chiuso al -0,7% a 9.608 punti.

Ora l’attenzione degli investitori resta focalizzata sull’evoluzione dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti e sulle dinamiche dell’inflazione globale. Il Tycoon ha deciso di spostare ancora il termine dientrata in vigore dei dazi, facendoli slittare da oggi al 7 agosto. L’Ue ha quindi a disposizione quasi una settimana in più per raggiungere un accordo sulle esenzioni e i regolamenti speciali riguardanti i settori strategici di produzione Ue.

Anche stamattina l’apertura della Borse delude e spaventa

A far tremare i mercati è stata la decisione del presidente di Usa di colpire nuovi Paesi con aliquote maggiorate. Dai dazi al 39% della Svizzera, fino a quelli al 40% per il Canada. Ogni piccolo sviluppo a livello commerciale, infatti, rischia di trasformarsi in un grossotsunami che investe i mercati. Questa mattina risultava che i rendimenti dei Treasury a 2 anni fossero crollati di 21 punti base e quelli a 10 anni di 14 punti base.

A pesare, ovviamente, i dati al di sotto della aspettative provenienti dall’occupazione negli Usa. Inoltre, cresce l’incertezza sulle decisioni della Fed, l’equivalente americana della Bce.Gli operatori spingono a incrementare le scommesse sulla possibilità che la Federal Reserve abbasserà i tassi di interessegià da settembre. Una possibilità che però non sembra del tutto certo, in quanto lo stesso presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato di non sapere cosa accadrà effettivamente a settembre.

Di fronte al crollo delle Borse è quindi arrivato il grido delle opposizioni, con la senatrice di Italia Viva,Silvia Fregolent, vice presidente della Commissione Industria e Attività produttive, che ha criticato l’azione del governo: “Oggi le Borse europee bruciano 269 miliardi, 22 andati in fumo solo a Milano, eimprovvisamente nessuno ha più nulla da dire. Niente dichiarazioni, non un Tweet“.

++Articolo in aggiornamento++

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