Al termine della sua prima riunione del 2026 a Francoforte sul Meno, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, Bce, annuncia di aver mantenuto i tre tassi di interesse di riferimento invariati. Questi ultimi comprendono i tassi sui depositi presso la Banca Centrale, quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali e quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale, che rimarranno dunque stabili rispettivamente al 2%, al 2,15%, e al 2,40%. Si tratta della quinta volta consecutiva in cui la Bce prende questa decisione, dopo che nelle otto precedenti aveva invece optato per una riduzione. L’euro rimane dunque stabile e leggermente in calo rispetto al dollaro, con la moneta unica che cede dunque lo 0,1% a 1,1797 dollari.
Secondo quanto si legge nel comunicato diffuso al termine dell’incontro, l’istituto che governa la politica monetaria dell’Unione Europea “è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria“. Inoltre, si precisa, la decisione permetterà al Consiglio direttivo di perseguire con rinnovata efficacia il proprio mandato della stabilità dei prezzi.
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Bce: economia stabile ma prospettive incerte
L’economia, si legge nel resto del comunicato, continua a registrare buone capacità di tenuta, seppur calata in un difficile contesto mondiale. Si registrano nondimeno vari fattori che stanno complessivamente contribuendo a sostenere la crescita nella zona euro: il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, così come gli effetti positivi derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse. Al tempo stesso, si precisa, le prospettive permangono incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale.
Cosa sono i tassi di interesse?
Nella politica monetaria, i tassi di interesse sono il principale strumento che le banche centrali posseggono per intervenire sull’andamento dei prezzi e per cercare di contenere l’inflazione. Solitamente, gli istituti che governano la politica monetaria di un paese o di un’area economica aumentano i tassi per limitare l’inflazione, mentre li abbassano quando l’economia è stagnante.
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