World Pizza Day: la festa del piatto che ci fa sentire a casa

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Giornata di festa per il piatto che più di ogni altro ci fa sentire a casa. Il World Pizza Day cade il 17 gennaio, data che richiama la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, considerato nella tradizione napoletana il patrono di pizzaioli e fornai. La pizza non è solo una ricetta: è tradizione, identità e condivisione. Pur non essendo ancora riconosciuta a livello istituzionale, questa giornata è entrata nel cuore di moltissimi italiani.

La storia racconta di un cibo dalle origini umili, pensato per il popolo e arrivato sulle tavole dell’alta società grazie a Raffaele Esposito, che dedicò la celebre “Margherita” alla regina Margherita di Savoia. Ancora oggi la pizza conserva quello spirito popolare e inclusivo, anche se negli ultimi sei anni il suo prezzo è aumentato del 18,3%, secondo un’indagine del Crc, Centro di formazione e ricerca sui consumi.

Pizza Margherita
Pizza Margherita

Nel 2017 l’Arte del pizzaiolo napoletano ha ottenuto il riconoscimento dell’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Preparare una pizza resta un gesto di cura e di affetto, una coccola condivisa con chi, per una sera, si concede il piatto che mette d’accordo tutti. Sorride anche la dieta: i nutrizionisti la considerano spesso un pasto completo e la inseriscono tra i cosiddetti “pasti liberi”, grazie alla presenza equilibrata di carboidrati, proteine e grassi, mentre il pomodoro apporta licopene e preziosi antiossidanti.

World Pizza Day 2026: le proposte più creative dei maestri pizzaioli

In un mondo in continua evoluzione, anche la ristorazione conferma il suo ruolo di motore dell’innovazione. Per il World Pizza Day 2026, i grandi interpreti dell’arte bianca hanno firmato vere e proprie creazioni d’autore.

Tra queste spicca “La Rinforzata” di Diego Vitagliano, proposta nelle sue pizzerie: cavolfiore gratinato e marinato con senape, soia e colatura di alici, fior di latte sorrentino, acciughe di Cetara, mandorle tostate, tartufo nero e cacioricotta cilentano.

A Roma, Alessandro Santini del ristorante Frumentario presenta la sorprendente “Funghi e crema pasticcera salata”: funghi ripassati, crema pasticcera salata al provolone affumicato e demi-glacé glassati alla senape in grani.

Non poteva mancare la firma di Gabriele Bonci con “Animelle, lenticchie e cipolla”: hummus di lenticchie di Rascino, animelle e cipolla fritta al miele, per una pizza che conferma il maestro romano come uno dei massimi interpreti del gusto.

A Napoli arriva invece una proposta che gioca con uno dei più noti tabù gastronomici: l’ananas sulla pizza. I fratelli Ciro e Antonio Tutino rimescolano le carte con “Non è una pizza per i napoletani”, al ristorante Bro Ciro e Antonio Tutino: salame piccante, fior di latte, composta di ananas piccante, fonduta di provolone del Monaco Dop, basilico e olio extravergine di oliva.

Le migliori pizzerie d’Italia 2026 secondo il Gambero Rosso

Per il World Pizza Day, uno sguardo anche alle eccellenze premiate dalla guida “Pizzerie d’Italia 2026” del Gambero Rosso, giunta alla sua tredicesima edizione a cura di Pina Sozio. Sono 816 gli indirizzi selezionati e recensiti in tutta Italia.

I riconoscimenti si dividono in Tre Spicchi per le pizze al piatto e Tre Rotelle per quelle da bancone. Per la prima categoria ottengono il punteggio più alto, 97/100, due pizzerie premiate all’unanimità: Pepe in Grani di Franco Pepe, in provincia di Caserta, e I Tigli di Simone Padoan a San Bonifacio, in provincia di Verona. Nella categoria Tre Rotelle si conferma leader indiscusso Gabriele Bonci con Pizzarium a Roma, che conquista 96/100.

Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, ha recentemente sollevato il tema di un clima avvelenato, con fazioni e piccoli micropartiti più o meno in lotta” nel mondo della pizza. “Tutto ciò fa sorridere – aggiunge – soprattutto pensando a quello che i pizzaioli hanno creato in questi anni in termini di qualità, valore e prodotto”.

La pizza, come la cucina italiana nel suo insieme, è un patrimonio che ci ha resi celebri in tutto il mondo: facciamo in modo che continui a essere un simbolo di unione, e non di divisione.

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