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Ti sposo ma non troppo dal 4 febbraio al Sistina

Dopo il grande successo cinematografico del 2014, lo spettacolo approda sui palcoscenici italiani con un look completamente rinnovato, attuale e ricco di emozioni. Specchio graffiante e illuminante delle relazioni contemporanee fa riflettere, ridere e innamorare

2 Min di lettura

Ti sposo ma non troppo, la commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta, sarà al Teatro Sistina dal 4 al 15 febbraio. Protagonisti Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta con Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari.

Il nuovo imperdibile spettacolo presentato da ArtistiAssociati ridefinisce il concetto di commedia romantica.

Ti sposo ma non troppo è uno specchio graffiante e illuminante delle relazioni contemporanee

Ti sposo ma non troppo non è solo una storia d’amore, è uno specchio graffiante e illuminante delle relazioni contemporanee. Il testo intreccia leggerezza e profondità per raccontare le complessità del cuore umano. In scena quattro individui che, superati i quarant’anni, si trovano a navigare in acque sentimentali inquiete, in un’epoca in cui nulla è più garantito.

Andrea (Vanessa Incontrada) è una donna innamorata e madre devota, sconvolta dal tradimento del marito. Luca (Gabriele Pignotta), fisioterapista divorziato, si barcamena tra l’amore per sua figlia e le illusioni delle app di incontri. Carlotta e Andrea (Siddhartha Prestinari e Fabio Avaro), sposati da 15 anni, affrontano una crisi matrimoniale che mette in discussione tutto ciò che credevano di sapere sull’amore.

Ti sposo ma non troppo Vanessa Incontrada Gabriele Pignotta
Ti sposo ma non troppo – Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta

Ti sposo ma non troppo è brillante e sorprendente

Le vite dei quattro si incrociano, si scontrano e si trasformano nella brillante e sorprendente pièce, Emozioni dimenticate riaffiorano, crisi esistenziali si intersecano a risate spiazzanti, gaffe esilaranti lasciano spazio a momenti di verità illuminanti. Mentre tutto sembra precipitare verso una catastrofe inevitabile, il desiderio di amare e sentirsi vivi si fa strada con forza, anche quando sembrava impossibile.

Lo spettacolo porta a riflettere su un quesito decisivo riguardante la presunta incapacità degli individui di costruire relazioni stabili o la necessità per amare di un’evoluzione personale che spesso, per mancanza di coraggio o di tempo, non si affronta.

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