La locandiera al Teatro Anfitrione

Astuzia e seduzione al Teatro Anfitrione di Roma dal 18 al 23 marzo 2025 con La Locandiera di Carlo Goldoni, una delle commedie più amate del teatro italiano.

5 Min di lettura

La Locandieradi Carlo Goldoni, una delle commedie più celebri del teatro italiano, sarà in scena al Teatro Anfitrione di Roma dal18al23 marzo 2025.

La regia è affidata a Marco Belocchi, con Maria Teresa Pintus nel ruolo della vivaceMirandolina.

Con (in o. a.)Fausto Morciano,Giacomo Rosselli,Dario Biancone,Caterina Boccardi,Sabrina D’Alonzo,Vito Buchicchio,Matteo Maria Mascetta.

Le scene ed i costumi sono a cura diGianluca delle FontaneeMaria Letizia Avato, l’audio e le luci diMauro Buoninfante, la grafica diMaria Letizia Avato, l’organizzazione diGianfranco Teodoroe l’ufficio stampa diAndrea Cavazzini.

Mirandolina, ragazza non più giovane, gestisce in Firenze una locanda ereditata dal padre, insieme al fedele servitore Fabrizio, cui è legata da una promessa di matrimonio fatta al padre prima che morisse.

Nella locanda il Conte d’Albafiorita e il Marchese di Forlimpopoli, clienti entrambi innamorati di lei, si contendono le sue attenzioni, usando le armi che hanno a disposizione: i soldi uno e il titolo nobiliare l’altro.

La locandiera arguta ed intelligente

La donna riesce con intelligenza e arguzia ad arginare i corteggiamenti, consentendosi di tanto in tanto (quando i limiti della convenienza lo consentono) di ricavarne anche qualche piccolo dono.

Un altro cliente della locanda, il Cavaliere di Ripafratta, dichiara invece con forza il suo disprezzo verso le donne, e tratta addirittura con boria Mirandolina.

Ella dunque, offesa dalla misoginia del Cavaliere, si sente sfidata nel suo potere di seduzione e decide di mettere in atto tutte le sue arti per farlo capitolare.

Tra equivoci e inganni, movimentati anche dall’arrivo in locanda delle due commedianti Ortensia e Dejanira, Mirandolina riesce nell’intento di far innamorare il Cavaliere, che accortosi dell’inganno diventa perfino pericoloso.

Tutto si ristabilisce quando Mirandolina accetta di sposare Fabrizio, mettendo fine quindi alle pretese di tutti gli altri corteggiatori. Ma come in altre opere goldoniane la fine degli intrighi porta con sé un’ombra di malinconia.

Le note del regista, Marco Belocchi

In quella che è forse una delle più belle e fortunate commedie della drammaturgia italiana, Goldoni affronta un tema insolito, ma ancora estremamente attuale: il ruolo della donna nella società.

Egli pone a confronto due immagini del genere femminile situate agli antipodi: mostra da un lato uno stereotipo incarnato da due commedianti frivole e compiacenti, la cui arte seduttiva nasconde un modo di sopravvivere in una società dove certamente l’uomo, nobile o borghese che sia, detiene il potere. D’altro canto propone una donna forte e indipendente, Mirandolina, che mostra di poter ottenere tutto ciò che desidera: dirige una locanda, sceglie con chi maritarsi e con chi divertirsi e riesce a tenere testa persino ad un misogino radicale, rappresentante di un ideale maschile che afferma di poter vivere senza le donne.

Ma i temi che mette in campo l’autore sono in realtà molteplici: la decadenza di una nobiltà depauperata di valori e sostanze, l’ascesa di un ceto cittadino e imprenditoriale, il rapporto tra commedia dell’arte e commedia riformata.

Sono anche questi i meriti della Locandiera e forse non a caso viene rappresentata ininterrottamente da più di duecento anni, vedendo cimentarsi nel ruolo di Mirandolina le più grandi attrici del teatro italiano.

In luce anche i lati più oscuri della Locandiera

Nel nostro allestimento, agile e dinamico, grazie ad una scena che denuncia uno scoperto meccanismo teatrale, ai costumi che giocano con un settecento reinventato, abbiamo voluto mettere in luce anche la parte più oscura della commedia, senza indugiare in facili vezzi rococò, ma puntando sui personaggi, i loro moti interiori, le loro strategie seduttive, le passioni incontrollabili, talvolta la loro crudeltà. E il finale, apparentemente risolutivo, lascia invece un che di amaro, tanto da farne un testo imparentato quasi più col dramma che con la commedia giocosa.

Teatro Anfitrione

Via di San Saba, 24 – 00153 Roma

Biglietti

intero € 20,00 – ridotto € 16,00 ridotto – cral € 12,00

Orari spettacolo

da mercoledì a venerdì ore 21:00

sabato ore 17:00 e 20:45

domenica ore 18:00

Prenotazioni

+39 3389513125

goccediarte@gmail.com

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