Antichi Telai 1894

Due pesci al Teatro Belli dal 17 aprile

La pièce è metafora della relazione che intercorre tra l'uomo e il viaggio. Il mare rappresenta il filo sottile che divide coloro che si divertono tra coloro che cercano di sopravvivere. I sentimenti e i desideri dei personaggi elevano la vicenda alla condizione umana nella sua universalità, amplificando il senso dello spettacolo

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Due pescidebuttain prima assoluta alTeatro Bellinell’ambito dellaRassegna Expo,Teatro Italiano Contemporaneo.

Lo spettacolo, scritto e diretto daPaolo Roberto Santo, sarà in scena dal17al19 aprileconFrancesco BonaccorsoeDomenico Panarello, nei panni diSalvatoreeDomenico.

Due pesci, lo spettacolo è metafora della relazione che intercorre tra uomo e viaggio

Salvatore e Domenico sono due pesci che vivono nelle acque di un paesino della provincia di Messina, Uno decide di partire per vedere cosa c’è oltre il mare, l’altro, invece, di rimanere perché fortemente legato alle sue radici.Ognuno è convinto che la felicità risieda nella propria decisione e ferma posizione, per poi rendersi conto che sia nel partire che nel restare ci si privi di qualcosa.

Momenti di ironia, malinconia, dramma caratterizzano la pièce. Il confronto tra i due pesci diviene metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio.Il mare rappresenta il filo sottile che divide coloro che si divertono tra coloro che cercano di sopravvivere.

Due pesci, in scena la condizione umana nella sua universalità

Il regista,Paolo Roberto Santo, sottolinea come i personaggi dello spettacolo siano in “perenne bilico fra il restare e il partire, fra la paura che li inchioda a una quotidianità sempre uguale (e per questo confortante) e il desiderio di vedere cosa c’è oltre ciò che già conoscono.”

L’essere umano, creatura spesso controversa, viene osservato da occhi esterni, occhi di un’altra specie animale, gli occhi di due pesci, gli occhi di Salvatore e Domenico” continua il regista. “La lingua, in parte dialettale e il contesto connotano la storia in un luogo preciso, ma i sentimenti e i desideri dei personaggi rendono la vicenda universale, amplificando il senso di tutto lo spettacolo. Sono contento che il debutto sia a Roma, quindi un luogo altro dalla Sicilia, perché credo che la storia di Salvatore e Domenico non riguardi solo i siciliani, ma la condizione umana nella sua universalità.”

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