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D la principessa Diana e la palpebra di Dio allo Spazio Diamante dal 3 marzo

Lo spettacolo narra la storia di una Donna, con tutta la meraviglia che questo termine racchiude. Protagonista è Lady Diana Spencer nelle sue vicende umane, esistenziali e sociali. Un lavoro intimo e potente

3 Min di lettura

D la principessa Diana e la palpebra di Diosarà alloSpazio Diamantedal3all’8 marzo.

Lo spettacolo diCesare CatàePaola Giorgi, che sarà anche in scena, è diretto daLuigi Moretti, regista di profonda sensibilità e raffinatezza.

Protagonista dello spettacolo è Lady Diana Spencer nelle sue vicende umane, esistenziali e sociali

Lo spettacolo narra la storia diLady Diana Spencer nelle sue vicende umane, esistenziali e sociali. In una sorta di memoriale post mortem la Principessa ripensa alla sua vita e racconta di sé, dei suoi amori e dolori, dei suoi affetti più cari che ha perduto. Emerge il ritratto psicologico e fiabesco di un’icona, di una donna tra le più amate e controverse del Novecento. Un ritratto dal sapore “neo-shakespeariano”, che getta una luce originale e commossa su uno spaccato della recente storia inglese ed europea.

Nella piéce Lady D dialoga con voci dei due figli William e Henry, della Regina Elisabetta e dell’ex consorte che giungono dal mondo dei vivi. Racconta di sé e la sua immagine si sovrappone a quella di alcune eroine della mitologia classica, Medea, Arianna, Antigone e Artemide, ed il testo del monologo si interseca con estratti da Euripide, Ovidio, Sofocle, Seneca.

Perché uno spettacolo sulla Principessa Diana

La forte ammirazione nei confronti di Lady Diana Spencer ha spintoPaola Giorgia portarla in scena. Sul palcoscenico una donna libera con le sue tante sfaccettature: quelle di una donna di nobile famiglia, elegante, coraggiosa, anticonvenzionale, moglie, ma soprattutto madre.

“C’è un punto di contatto forte tra me e Lady Diana, un’esperienza comune, il disturbo del comportamento alimentare, che si è manifestato con la bulimia in lei, con l’anoressia in me; ma ancora più forte c’è la consapevolezza di averlo superato.” riferisce Paola Giorgi che continua sottolineando che “questa consapevolezza mi ha fatto andare oltre nella scoperta di Diana. Quando penso a Diana penso ad Antigone, al suo atto di insubordinazione, al suo essere idealista e romantica e decisa ad affermare il primato della libertà.”

“Con questa suggestione mi sono rivolta a Cesare Catà, uno scrittore profondo, coltissimo, tenero e folle che ha fatto sbocciare la mia idea di Diana connettendola alle vicende di Medea, di Artemide, di Arianna; creandone un mito che Cesare ci permette di conoscere attraverso la sua palpebra di Dio” conclude.

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