Casanovasarà alTeatro Vascellodal13al17 maggio.Fabio Condemiporterà in scena lo spettacolo liberamente ispirato a Storia della mia vita di Giacomo Casanova, lavoro di cuiFabio Cherstichfirma la scenografia e la drammaturgia dell’immagine, su un testo originale diFabrizio Sinisi.
Sul palcoscenico l’interpretazione diSandro Lombardi, grande protagonista del panorama teatrale italiano,conMarco Cavalcoli,Simona De Leo,Alberto Marcello,Betti Pedrazzi.
Casanova, un viaggio nei ricordi della sua memoria
Lo spettacolo è ambientato nell’inverno del 1798 in Boemia nel Castello di Dux.Giacomo Casanova è un uomo ormai al crepuscolo della vita. Bibliotecario al servizio del Conte di Waldstein da quindici anni, vuole recuperare la memoria perduta. Amareggiato e malandato, trascorre le giornate tra vecchi libri e scontri con i cortigiani che gli parlano in una lingua a lui estranea.

Viene chiamato un medico esperto di mesmerismo e durante la seduta, lo stato di coscienza alterato fa riaffiorare la memoria. I ricordi però hanno il carattere di apparizioni, premonizioni, visioni e non sono quelli descritti nei suoi Mémoires. La storia di Casanova è popolata di fantasmi, di immagini fantasma. È un viaggio in cui si manifestano personaggi del suo passato, ognuno dei quali è un punto interrogativo rimasto drammaticamente aperto nella sua vita: il frate Marino Balbi, l’estimatrice di arti esoteriche Marchesa D’Urfé e la giovane amata, e poi abbandonata, Henriette.
Ma è davvero la memoria ciò che Casanova cerca? O forse, giunto alla fine del viaggio, l’unico vero sollievo è l’oblio?
Casanova, il nucleo centrale è il teatro come dialogo con i morti
Casanova è una riflessione su un’intera epoca, il Settecento, un secolo che vive enormi stravolgimenti culturali, politici e antropologici. Testimone degli eventi che lo hanno caratterizzato, è una coscienza scomoda, fastidiosa. “Piena espressione del suo tempo e, contemporaneamente, suo elemento rimosso, qualcosa di tenace, disturbante e regressivo che il progresso deve espellere per poter evolvere” chiarisce Fabrizio Sinisi. Rinchiuso nella piccola biblioteca in Boemia è una maschera tragicomica, un paradigma che cambia, un’icona che segna la fine di un mondo e l’inizio di un altro.
Il nucleo centrale di Casanova èil teatro come dialogo con i mortidi cui parlavaAntonin Artaud. “Il teatro come rito che mette in comunicazione i vivi e i morti, presente e passato, quello che c’è, quello che non c’è più e persino quello che sarà. Il tempo è irrevocabile e scorre in una sola direzione, ciò che è accaduto una volta non tornerà mai più: questo ricordano continuamente i personaggi che in questa lunga notte vengono a visitare Casanova, come una specie di monito instancabile.” specifica il drammaturgo.

Lo stesso continua sottolineando come il teatro permetta quello che nella vita non è possibile: infrangere l’univocità del tempo, invertire il suo flusso, sparigliare le carte dell’irrevocabile. “La vita di Giacomo Casanova è sempre stata un inno alla vitalità: avventuriero, amante, giocatore d’azzardo, latitante, soldato di ventura, filosofo itinerante, la sua esistenza è sempre attraversata da un desiderio incontenibile e sfuggente: un’inquietudine, una continua fuga in avanti. Ora, nell’ultimo atto della sua vita, quell’inquietudine diventa emblema di una ribellione disperata contro la mortalità.”
Lo spettacolo presenta scene di nudo e luci stroboscopiche.
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