In un sabato pomeriggio cupo e piovoso lo spettacolo in scena al Teatro di Villa Lazzaroni, situato nell’omonima villa storica del quartiere Appio-Latino, attrae l’attenzione per il titolo evocativo, Alda Merini – Una donna sospesa tra il dolore e la gioia.
- La seduzione delle parole di Alda Merini
- Chi è Paolo, il protagonista maschile
- Il drammaturgo e la poetessa dei navigli
- Alda Merini e l’impatto nella vita di Antonio Nobili
- Antonio Nobili è un poeta dall’animo profondo e sensibile
- La sensibilità del cuore di Alda Merini si incontra con quella di Antonio Nobili
- Gli attori evidenziano la responsabilità del ruolo che interpretano
Nella sala buia, una luce illumina sul palcoscenico una stanza degradata. Una donna fuma ad una scrivania. La prodigiosa Giorgia Trasselli interpreta Alda Merini. Chiudendo gli occhi si ha la sensazione che la più grande e tormentata poetessa contemporanea affumichi la scena.
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La seduzione delle parole di Alda Merini
Quattro giorni immaginari vengono raccontati con grande maestria dal drammaturgo, regista, ma soprattutto poeta, Antonio Nobili, che confida al termine dello spettacolo la valenza autobiografica dello stesso. Un viaggio emozionante nel cuore della poesia di Alda Merini in cui si riflette anche sulla questione femminile, l’integrazione sociale ed i pregiudizi verso i disturbi psichiatrici, la fragilità umana, la maternità, la marginalità.
La poetessa dei navigli milanesi appare in tutta la sua forza, la sua passione, il suo ardore, ma anche la sua debolezza in momenti di grande intensità emotiva. “Ama la tua donna ricordandoti il suo nome e, con esso, il suo valore”, potenti parole che provocano un profondo cambiamento nell’animo e nel cuore del giovane di grande talento, Paolo, impegnato in una ricerca sulle dinamiche della poesia contemporanea, personificato da Andrea Carpiceci. Parole che seducono anche l’intero pubblico per il loro spessore.
Chi è Paolo, il protagonista maschile
Paolo è il giovane drammaturgo, Antonio Nobili. In scena viene rappresentata la sua storia. Paolo/Antonio si incontra con la poetessa milanese perché gli è stato commissionato di studiarne la poesia, proprio a lui che si occupava di poeti classici, ma principalmente che non immaginava di poter annoverare tra i poeti Alda Merini, tantomeno tra quelli contemporanei.
Il nome del protagonista si rifà “a Paolo illuminato sulla via di Damasco. Paolo persecutore dei cristiani, come me persecutore di certi poeti moderni, che invece sulla via di Damasco viene illuminato da quella che è la vera poesia” rivela il poeta.
Il drammaturgo e la poetessa dei navigli
Inizialmente Paolo/Antonio è infastidito dalla forte presenza di Alda Merini. Una volta che avviene la sua trasformazione si innamora della sua anima, del suo cuore, delle sue contraddizioni, del suo dolore, delle sue passioni, quasi da non poterne più fare a meno.
Il loro amore non viene consumato se non nella poesia, viene sublimato. “Lasciamo che tutto resti una storia semplice, di te che vieni qui a conoscermi e domani torni a Roma e io che ogni tanto mi rileggo i tuoi appunti, tu fai la tua vita brillante e io la mia sospesa tra il dolore e la gioia. Rimaniamo semplici come queste pareti, semplici e pieni di poesia”.
Alda Merini e l’impatto nella vita di Antonio Nobili
Alda chiede a Paolo di portare quattro tulipani la sera del loro ultimo appuntamento, prima che lo studente torni a Roma, a simboleggiare l’amore perfetto e la nuova vita. La scelta dei quattro tulipani riprende un’antica leggenda araba secondo la quale sarebbe possibile aprire le quattro serrature sulla porta dell’amore con quattro tulipani. “Queste sono le chiavi con le quali sono entrata nel tuo cuore, delicata come un fiore. Tienili con te. Tieni sempre vicino quattro tulipani, mi troverai lì”.
Da quel giorno, ogni giorno, non mancano mai quattro tulipani nella casa e nell’ufficio di Antonio. Alda è sempre con lui. Qualche volta, quando c’è un certo vento chiude gli occhi e aspetta la poetessa.
Antonio Nobili è un poeta dall’animo profondo e sensibile
Durante tutto il tempo dell’opera si rimane incantati, il pubblico è senza parole ed attento ad ogni evoluzione sul palcoscenico. L’animo sensibile del poeta che ha scritto la pièce e la profondità del suo cuore sono ravvisabili in ogni sua espressione, palpabili in tutto lo spazio teatrale.
Al termine dello spettacolo continua l’entusiasmo a cui si aggiunge la sorpresa: gli spettatori sono invitati a non recarsi nei camerini per ringraziare, conoscere e salutare gli attori e chi li ha diretti. Gli stessi verranno incontro ad ognuno per condividere emozioni e sensazioni a caldo.
La sensibilità del cuore di Alda Merini si incontra con quella di Antonio Nobili
La visione poetica che trasforma il dolore in una forma suprema di spiritualità e di amore incontra il cuore e l’anima di Alda Merini e di Antonio Nobili. Dal dolore scaturisce la poesia e la vita di Alda Merini, che il poeta ciociaro mette in scena rappresentandola come una donna sospesa tra sentimenti opposti.
Un dolore che non immobilizza, ma sprona, fa nascere, illumina anche l’oscurità delle tenebre, spinge a vivere ed amare sempre nella libertà del sentimento anche se, a volte, il suo spazio può essere trovato solo nella poesia.
Gli attori evidenziano la responsabilità del ruolo che interpretano
Un’infinita emozione per la constatazione di trovare attori che interpretano dei personaggi calandosi in essi, studiandoli ed immedesimandosi a tal punto da non far distinguere la differenza con l’originale. Pronunciano parole il cui peso, spessore, si percepisce e si comprende, utilizzate nella loro migliore accezione senza necessitare di interpretazione e spiegazione ulteriori. “Ogni parola è estremamente pensata, per scrivere l’intera opera ho impiegato quattro anni” chiarisce Antonio Nobili.
Situazione non scontata in un momento storico nel quale, soprattutto dopo il periodo pandemico, il proliferare di piccoli teatri in affitto hanno comportato la loro trasformazione in location. Molti possono avere la possibilità di sentirsi, almeno per un giorno, e spesso anche di più, degli attori consumati. Sovente però le risate provocate nel pubblico sono riconducibili ad una comicità insensata e ripetitiva, l’attesa di una introspezione o una riflessione, risulta fallace in quanto stenta ad arrivare, dimenticarsi una o più battute viene giustificato dall’emozione dell’andare in scena. Tutto ciò, fortunatamente, è completamente assente nello spettacolo su Alda Merini.
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