Way Technological Systems

Teatro delle Vittorie, Commissione Rai Pd: “Chiediamo revoca della vendita e intitolazione a Pippo Baudo”

Il Teatro delle Vittorie è stato messo in vendita dalla Rai, Usigrai e il Pd in Commissione di Vigilanza mostrano la propria disapprovazione. Ma questo immobile non è l'unico a rischio, in bilico anche: il palazzo progettato da Giò Ponti in corso Sempione a Milano, Palazzo Labia a Venezia, le sedi di Genova e Firenze

4 Min di lettura

IlTeatro delle Vittorieè stato messoin vendita dalla Rai. Una delle sedi più iconiche del servizio pubblico presto chiuderà i battenti e finirà nelle mani del miglior offerente. Una notizia che scuote il mondo dello spettacolo, soprattutto di coloro che hanno usato quella location per i propri show. Ma tale notizia sconvolge anche il mondo della politica che ritiene che il Teatro delle Vittorie sia un simbolo culturale italiano e che non possa essere chiuso.

IlTeatro delle Vittorieè stato aperto il 5 gennaio 1944, con la compagnia teatrale di Totò e Anna Magnani. Poi, successivamente è diventato il tempio Rai dei giochi (Affari tuoi, I soliti ignoti) e dell’intrattenimento:Milleluci con la coppiaMina-Raffaella Carrà,Canzonissima,Fantastico. La tv nazionalpopolare in quel teatro ha trionfato conPippo Baudo(dove si è tenuta la camera ardente) e conAdriano Celentano.

Dopol’appello di Barbara Floridiaadesso il Pd della Commissione di Vigilanza ha chiesto un pronto intervento affinché non solo l’immobile non venga venduto, ma anche perché in questo modo possa esserededicato a Pippo Baudo.

In una nota il Pd della Commissione di Vigilanza Rai spiega: “Chiediamo che venga immediatamente sospeso e revocato ogni procedimento di alienazione o dismissione del Teatro Delle Vittorie di Romae che suddetto immobile permanga nel patrimonio strumentale indisponibile di RAI S.p.A., intitolandolo alla memoria di Pippo Baudo, quale riconoscimento del suo straordinario contributo al servizio pubblico radiotelevisivo.La dismissione di un bene di tale rilevanza storica, culturale e produttiva comporterebbe un impoverimento irreversibile del patrimonio materialee immateriale del servizio pubblico, privando la Rai di uno studio televisivo dall’alto valore simbolico e anche strategico per collocazione e capienza nel centro di Roma”.

Teatro delle Vittorie, Usigrai: “La Rai si disfa della propria storia”

AncheUsigrainon si è fatto attendere ed ha reso pubblica una nota dove esprime la propria amarezza per questa vendita:Fa male leggere che la Rai promuove il proprio patrimonio immobiliare solo al fine di venderlo.BBC E CBS, solo per citare alcuni esempi, valorizzano la propria storia con visite guidate, vendita di libri e merchandising.La Rai, invece, se ne disfa.E se una razionalizzazione degli spazi, in alcuni casi, era necessaria, perché non metterne in locazione una parte? E poi, perché vendere per andare a pagare un affitto? Non c’è solo il Teatro delle Vittorie, uno dei simboli del Servizio Pubblico”.

Infatti, oltre alTeatro delle Vittorie, la Rai sta vendendo anche il palazzo progettato da Giò Ponti in corso Sempione a Milano, Palazzo Labia a Venezia, le sedi di Genova e Firenze. La notaUsigraicontinua: “In linea generale vendere le sedi significa mettere in discussione l’impianto generale del Servizio Pubblico, una scelta che in futuro potrebbe aprire a ridurre e accorpare la presenza della Rai sul territorio. Una prospettiva che il sindacato delle giornaliste e delle giornaliste Rai contrasta completamente. Tuttavia, nell’ipotesi che una vendita avvenga, riteniamo imprescindibile un confronto“.

Ore di subbuglio in Rai, nonostante ciò, al di fuori del comunicato stampa di ieri, i vertici pare non vogliano cambiare idea e, ad oggi, l’idea di messa in vendita resta valida.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
Antichi Telai 1894

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.