Ultimamente sembra proprio che chiunque possa dar voce alle proprie idee sui social. Persone preparate e non influenzano con il proprio giudizio gusti, opinioni e acquisti di chi ascolta. Stiamo parlando del fenomeno delle influencer. Negli ultimi anni, tante di queste grazie ai social media sono state in grado di costruire comunità di follower e hanno preso sempre più piede. Non sono più “semplici appassionati” o fashion blogger: per molti sono un vero e proprio lavoro, con partnership retribuite da brand e campagne commerciali su misura.
Il fenomeno delle influencer, “interpreti di tendenze”
Secondo le ricerche più recenti, l’influencer marketing ha un impatto significativo: tante decisioni d’acquisto vengono influenzate dalle raccomandazioni di chi seguiamo sui social, soprattutto quando l’influencer appare credibile, vero e autentico. Un dato da non trascurare è il fatto che una larga parte dei consumatori afferma di fidarsi più del parere di un influencer rispetto a una pubblicità tradizionale.
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Fungendo da ponte tra brand e pubblico, oggi un influencer agisce come una vera “interprete di tendenze”: può trasformare un capo d’abbigliamento, un prodotto di bellezza, un’esperienza in qualcosa di desiderabile, cool, necessario. Ma la domanda è perchè le influencer oggi sono percepite come più vicine al pubblico rispetto alla pubblicità tradizionale?
Perchè le influencer sono più efficaci della pubblicità tradizionale..
L’influencer non è un’icona irraggiungibile, ma una persona con cui i followers sentono di condividere valori, gusti, momenti di vita quotidiana. Questo senso di familiarità crea fiducia, un elemento decisivo in un’epoca in cui le pubblicità tradizionali risultano spesso fredde o distanti. Il pubblico e in particolare le generazioni più giovani cercano sincerità, trasparenza, coerenza. Dunque chi è in grado di mostrare lati reali e vulnerabili, che non si limita a foto perfette ma narra anche quotidianità, dubbi, imperfezioni, sono quelle che conquistano consensi più profondi.
Inoltre contrariamente a quanto si pensava, non sono solo le superstar con milioni di follower a muovere il mercato: i micro-influencer, con community più piccole ma spesso più fedeli e coinvolte, stanno guadagnando importanza. La loro autenticità e vicinanza risultano molto efficaci, per questo motivo i brand scelgono di istaurare collaborazioni con queste giovani e non solo, così da raggiungere più facilmente il pubblico.
Un fenomeno globale. I casi più noti
Il fenomeno è globale e sorprendentemente diverso da Paese a Paese. Negli Stati Uniti Emma Chamberlain ha trasformato la spontaneità in un linguaggio estetico riconoscibile ovunque, mentre Alix Earle riesce a far esplodere trend beauty nel giro di poche ore. Anche l’Italia ha costruito un suo linguaggio. Chiara Ferragni resta la figura più riconoscibile, ma attorno a lei si è sviluppato un ecosistema vivace dove compaiono nomi come Paola Turani, Veronica Ferraro o le fondatrici di The Attico, Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini. Nel beauty continua a brillare ClioMakeUp, mentre la Generazione Z si riconosce in creator come Mariasole Pollio.
Come Tik Tok ha cambiato le regole del gioco
Ma a cambiare realmente le regole del gioco è stato TikTok, la piattaforma che ha dato voce a chi non l’aveva: ragazze comuni, talenti nascosti, giovani che non appartenevano ai circuiti della moda o della televisione. TikTok ha eliminato ogni barriera d’ingresso: bastano uno smartphone e un’idea per raggiungere milioni di persone. È qui che sono nate figure come Charli D’Amelio, diventata star mondiale partendo dalla sua stanza, o Addison Rae, trasformata in attrice e imprenditrice.
In Italia TikTok ha lanciato creator come Elisa Maino, Martina Socrate o Virginia Montemaggi, capaci di trasformare video spontanei in vere comunità digitali. Insomma ciò che possiamo affermare è che se il mondo sta cambiando, queste persone sembra proprio che abbiano saputo cavalcare quest’onda, facendo di un semplice passatempo il loro lavoro.
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