Ora solare, stanotte le lancette torneranno un’ora indietro: ma si risparmia veramente?

Nel 2018, la Commissione europea aveva avanzato una proposta per eliminare il cambio dell'ora. Questa era stata approvata dal Parlamento Ue, ma poi il Consiglio europeo non ha mai portato a conclusione il procedimento

3 Min di lettura

Ciclicamente, con l’arrivo del cambio dell’ora si riaccende il dibattito sull’utilità di questa usanza. Due volte l’anno, in alcune parti del mondo, le lancette degli orologi compiono un salto in avanti o indietro per adeguarsi al ciclo del sole. In sostanza, l’obiettivo è quello di portare la popolazione a passare le ore di attività in un ambiente naturalmente illuminato, così da diminuire l’utilizzo di energia.

Un sistema che nell’ultimo secolo avrebbe funzionato alla perfezione e che invece negli ultimi anni ha iniziato a mostrarsi fallimentare. In Italia, il cambio dell’ora è stato introdotto per la prima volta nel 1916, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, al fine di evitare costi troppo alti per l’energia, ma è divenuto definitivo solo nel 1966.

L’obiettivo è rimasto sempre quello di tutelare i costi dell’utilizzo di gas ed elettricità. Come riporta SkyTg24, negli ultimi anni però il risparmio sarebbe stato minimo. Nel 2025 i sette mesi di ora legale hanno permesso di risparmiare energia per 310 milioni di kWh, ovvero circa 90 milioni di euro. Un guadagno piuttosto esiguo, soprattutto se si considera che solo 20 anni, l’ora legale permetteva di risparmiare il doppio dei fondi.

Ora solare, conviene veramente?

Proprio per questi motivi, diversi Paesi hanno iniziato a chiedersi quanto questa pratica fosse remunerativa. Nel 2018, la Commissione europea aveva avanzato una proposta per eliminare il cambio dell’ora. Questa era stata approvata dal Parlamento Ue, ma poi il Consiglio europeo non ha mai portato a conclusione il procedimento.

Tutti gli anni, quindi, la questione torna ad interessare i cittadini. Stavolta, a prendere la parola è stato il Commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, il quale ha sostenuto che sia arrivato il momento di abolire questa pratica. “Si tratta di un sistema che ci danneggia e non fa nemmeno più risparmiare energia“, ha infatti sostenuto, riaprendo un dibattito che rischia di divenire decennale.

Negli scorsi giorni, si è espresso anche il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, in un video pubblicato sui suoi canali social. “La scienza ci dice che non implica un risparmio energetico, anzi altera i ritmi biologici due volte l’anno“, ha spiegato il premier, chiedendo quindi di riaprire il processo europeo per l’eliminazione di questa pratica.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail: proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.