In cima al suggestivo promontorio di Montefiascone, cuore pulsante della Tuscia viterbese, si è alzata oggi una voce che guarda al futuro. Alla quinta edizione del Festival dell’Ecologia Integrale,Il Difformeha avuto l’occasione di dialogare conMonsignor Fabio Fabene, Arcivescovo e Segretario del Dicastero delle Cause dei Santi, su temi di grande attualità: dalla custodia del creato alla speranza come atto rivoluzionario, fino a unretroscena inedito sul nuovo Pontefice, Papa Leone XIV. Un’intervista che, tra fede e concretezza, lancia un messaggio potente e necessario per i tempi che viviamo.

Eccellenza, siamo giunti alla quinta edizione del Festival dell’Ecologia Integrale di Montefiascone. Quali sono gli obiettivi di questa edizione?
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Il titolo scelto per questa edizione è già un programma:Porte aperte alla speranza. È un tema che si ricollega direttamente al Giubileo e nasce dal desiderio di lanciare una parola (anzi, un vero e proprio grido) di speranza per tutta l’umanità.
Montefiascone non è stata scelta a caso: è una città che si erge sul monte, e da qui si può contemplare l’intero creato, dall’ago al mare, dai monti alla pianura, fino agli Appennini. È come se la natura ci parlasse da ogni direzione. E da questo luogo simbolico vogliamo farci eco di quel grido che anche Papa Francesco ha descritto all’inizio dellaLaudato Si’, quando dice che la terra protesta perché è maltrattata dall’uomo.
Noi raccogliamo quel grido per chiedere un cambiamento concreto: nella mentalità, nelle politiche, nelle amministrazioni. Siamo chiamati a custodire il giardino in cui Dio ci ha posti e a coltivarlo con amore e responsabilità.

Un messaggio potente. Ma ora le faccio una domanda un po’ più personale: ha avuto modo di conoscere il nuovo Papa, Leone XIV?
Sì, lo conosco bene.Abitiamo nello stesso palazzo del Santo Uffizio a Roma. E poi, per molti anni, ho lavorato al Castello Penivescu, dove lui era prefetto. Per ben 17 anni, ci siamo incrociati quasi quotidianamente andando al lavoro. Conservo tanti ricordi di quei momenti, fatti anche di scambi informali e di stima reciproca.
Papa Leone XIV ha una sensibilità profonda verso il creato. È un uomo di grande attenzione per la Terra e per la custodia del mondo che ci è stato affidato. Penso che sotto il suo pontificato si aprirà una nuova stagione di consapevolezza ecologica anche per la Chiesa.
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