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Versace, Dario Vitale lascia dopo una sola sfilata: al via il totosuccessore

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Versace e il suo Chief Creative Officer, Dario Vitale, hanno deciso di comune accordo di interrompere la loro collaborazione a partire dal 12 dicembre 2025“. Arriva così, come un fulmine a ciel sereno, l’ennesimo rocambolesco, cambio di poltrona in una delle principali maison attrici sullo scenario della moda internazionale.

Questa volta ad aprire il totosuccessori per una nuova mente creativa alla guida, è la Medusa di quel genio di Gianni Versace ad appena 8 mesi dalla nomina di Vitale. E ad appena due giorni dal closing dell’acquisizione del marchio da parte del Gruppo Prada per 1,25 miliardi di euro. Un terremoto che sembra voler scuotere dalla radice il brand come in cerca di un reset. Senza nuovamente il suo direttore creativo, Versace conferma infatti un cambio di passo che però va oltre la semplice gestione del marchio e tocca da vicino la sua identità estetica.

Dario Vitale è stato il primo a prendere le redini della maison dopo il ritiro di Donatella Versace. Una grande responsabilità sulle spalle ma che sembrava poter sostenere ed onorare considerando la sua esperienza maturata in Miu Miu, dove aveva diretto il pret-à-porter e la promessa di un rinnovato corso stilistico.

Il suo debutto alla Milano Fashion Week di settembre aveva segnato l’avvio di una fase di transizione. Invece, qualcosa non è andato. “Desideriamo ringraziare sinceramente Dario per il suo straordinario contributo allo sviluppo della strategia creativa del brand durante questo periodo di transizione e gli auguriamo – prosegue il comunicato diffuso dall’azienda – il meglio per i suoi progetti futuri“. Ma, potrebbe non essere un caso, questo addio propio nel momento della fine dell’acquisizione.

Secondo quanto riportato da WWD citando fonti interne all’azienda, Vitale sembra stesse guardando a un futuro al di fuori del gruppo Prada e che questo ritorno non facesse parte dei suoi piani. Infatti, “il suo arrivo in Versace non è stato il preludio di questa acquisizione”, ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Prada, Andrea Guerra.

In ogni caso, si apre un periodo ricco di tensioni, trepidazione nonché curiosità. Un periodo che sarà di riflessione e che sancirà l’inizio della nuova direzione creativa che, come si puntualizza, sarà annunciata a tempo debito. E così, nell’attesa, il team creativo continuerà a operare sotto la guida di Emmanuel Gintzburger, Chief Executive Officer di Versace, di fatto alla guida operativa del brand, assetto voluto da Lorenzo Bertelli, ora vicepresidente esecutivo di Versace oltre che CMO e responsabile CSR del gruppo Prada.

Ebbene, neanche il tempo di dire addio che l’attenzione si è completamente spostata sul prossimo volte che uscirà a fine sfilata nei prossimi mesi. Al momento, le fitte speculazioni e voci che rimbombano, fanno risuonare il nome di Fabio Zambernardi, storico braccio destro di Miuccia Prada fino al 2023 e presenza discreta ma degna di nota alla sfilata primavera-estate 2026 di Versace.

Intanto, però, da Parigi martellano con insistenza voci su Olivier Rousteing, pronto a una nuova avventura dopo quattordici anni alla guida di Balmain. Un nome che in verità potrebbe incarnare a tutti gli effetti l’estetica con la donna immaginata dal marchio: sensuale, bold, scultorea.

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