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Venezia 83, i volti incuriosiscono più dei look ma Bhavitha Mandava conquista il Lido con Chanel

Dalla passerella Chanel al red carpet di Venezia 83. In una serata con pochi guizzi fashion, a catturare l’attenzione è Bhavitha Mandava: Matthieu Blazy la nota per caso nella metropolitana di New York, poi la sceglie per aprire una sfilata della maison. La modella oggi è al Lido con una delle sue creazioni

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Non sempre per lasciare il segno serve strafare. E il red carpet del 4 settembre a Venezia 83 sembra dimostrarlo piuttosto bene. Dopo due giornate dominate da nero, trasparenze, spacchi e qualche costruzione decisamente più scenografica, il terzo tappeto rosso della Mostra procede senza grandi colpi di scena. Tanta eleganza, qualche scelta già vista e pochi look capaci davvero di farsi ricordare.

Eppure, in una serata complessivamente più discreta sul fronte fashion, qualcuno riesce comunque a distinguersi. C’è chi lo fa osando, chi scegliendo la strada opposta e affidandosi a un’eleganza quasi fiabesca e chi, invece, porta al Lido un piccolo pezzo di storia della moda.

Se c’è un look che riesce a uscire dal coro è quello di Liza Soberano. L’attrice filippino-americana sceglie Robert Wun Haute Couture e porta sul red carpet una delle proposte più originali della serata. Finalmente qualcosa di diverso. In mezzo a silhouette classiche e abiti da sera piuttosto prevedibili, Soberano sceglie un look che non cerca semplicemente di essere bello, ma di avere un’identità. E proprio per questo conquista il primo posto tra i nostri preferiti della serata.

Subito dopo c’è Marina Ruy Barbosa, che continua a essere una delle presenze fashion più convincenti di questa Venezia 83. Se nei giorni precedenti aveva puntato sul nero, questa volta cambia completamente registro e passa al bianco. Il risultato è un abito romantico, quasi fiabesco, che sembra costruito per un red carpet veneziano. Nessun bisogno di eccessi o provocazioni: Marina convince ancora una volta attraverso un’eleganza molto più classica. E, arrivati alla terza giornata, possiamo dirlo: finora non ha sbagliato un look. Anzi, nel complesso resta una delle nostre preferite di questa edizione.

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Poi c’è Bhavitha Mandava e qui a catturare l’attenzione sono tanto l’abito quanto chi lo indossa. La giovane è stata la prima modella indiana ad aprire una sfilata Chanel, dopo l’incontro con Matthieu Blazy che ha contribuito a dare una svolta alla sua carriera.

Per il suo debutto sul red carpet veneziano sceglie proprio Chanel, indossando il look di chiusura della Resort 2027: un abito iridescente nelle sfumature dell’azzurro e del turchese che richiama immediatamente le forme e i riflessi di una sirena. Una creazione che nasconde un lavoro enorme ed impressionante: 30mila paillettes bombate a forma di cuore, altre 96mila sulle balze e circa 1.250 ore di ricamo dell’atelier Lesage. Forse è proprio lei a regalare alla serata il momento più autenticamente “moda”: non soltanto un bell’abito sul tappeto rosso, ma una storia, una lavorazione e un nuovo volto da tenere d’occhio.

E poi ancora una presenza che fa parlare. Ormai Venezia senza Georgina Rodriguez sarebbe quasi difficile da immaginare. Anche quest’anno la compagna di Cristiano Ronaldo torna al Lido e per il red carpet sceglie Gucci. Non passa inosservata, come da tradizione, anche se questa volta il look convince forse più per l’attitudine di chi lo indossa che per l’effetto sorpresa. Georgina conosce perfettamente il red carpet veneziano e sa come prendersi i flash, ma rispetto alle protagoniste della serata manca quel guizzo capace di trasformare un bell’outfit in un momento fashion memorabile.

Continua anche il percorso veneziano di Greta Scarano, padrona di casa dell’83ª edizione insieme a Nicolas Maupas. Per la serata del 4 settembre sceglie ancora il nero, con un lungo Alberta Ferretti completato dai gioielli Cartier. Elegante, sicuramente. Ma non basta. L’abito non valorizza fino in fondo l’attrice e, soprattutto, dopo i look delle giornate precedenti, manca un po’ di quella forza che ci si aspetterebbe dalla conduttrice della Mostra. Per noi, questa volta, è un no.

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Tra gli altri ospiti c’è Laila Hasanovic, modella danese e fidanzata di Jannik Sinner, che sceglie Giorgio Armani. Una proposta essenziale e senza particolari guizzi: bella lei, impeccabile il risultato. Più audace Malou Khebizi, che punta invece sulle trasparenze. Un espediente che, però, a Venezia abbiamo già visto e non sempre con risultati convincenti. Il richiamo va inevitabilmente al primo red carpet di Levante: anche questa volta l’effetto non ci conquista. Interessante invece Maria Borges, che sceglie un abito da sera bicolor con la schiena completamente scoperta. Un gioco di contrasti semplice ma efficace, capace di dare movimento a una serata in cui, ancora una volta, le tonalità scure hanno avuto un ruolo importante.

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E poi ancora le italiane. Giulia De Lellisper il suo ritorno sul red carpet veneziano sceglie un lungo abito bianco interamente lavorato, dall’effetto crochet, con trasparenze e una silhouette aderente che si apre sul fondo.

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Più essenziale Elisa Visari, che sceglie un look carino e fresco. L’influencer lascia da parte il classico abito da sera e punta su un completo dal taglio sartoriale, con pantaloni e gilet portato direttamente sulla pelle e lasciato sbottonato, a scoprire l’addome. A dare luce al look sono i numerosi bangles dorati ai polsi, mentre i tacchi slanciano la silhouette. PromossaElisa Maino, che con gonna longuette e camicia bianca dimostra come, a volte, la semplicità possa funzionare meglio dell’ennesimo abito da sera. C’è poi Cristiano Caccamo, in Emporio Armani.

Ad aprire la serata è stata invece Maggie Gyllenhaal, presidente della Giuria del Concorso di Venezia 83. Per lei un imponente abito nero Balenciaga, dalle proporzioni volutamente scenografiche. Una scelta importante, quasi solenne, perfettamente coerente con il ruolo che ricopre quest’anno alla Mostra. E forse è proprio il suo look a sintetizzare meglio il red carpet del 4 settembre: il nero continua a dominare Venezia, ma per renderlo interessante ormai serve qualcosa in più.

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Alla fine, infatti, la terza serata non verrà probabilmente ricordata come quella dei grandi colpi di scena fashion. Ma qualche eccezione c’è. Liza Soberano vince per originalità, Marina Ruy Barbosa si conferma tra le donne meglio vestite di questa Venezia e Bhavitha Mandava porta sul tappeto rosso qualcosa che va oltre l’abito: una storia di moda che continua a scriversi insieme a Matthieu Blazy. Dalla passerella al red carpet, cambia la scena ma non il sodalizio: lui disegna, lei interpreta e Venezia aggiunge solo un nuovo capitolo a questo racconto.

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