“Mi ha insegnato cosa significa la bellezza, e la bellezza ha accompagnato la nostra vita“. Un momento di affettuoso silenzio, quindi l’emozione di chi è sempre stato al suo fianco, come Giancarlo Giammetti che ricorda così Valentino Garavani dopo la celebrazione delle esequie del couturier. Compagno di una vita, nonché suo socio co-fondatore della maison e lucido alter ego dello stilista di Voghera, con voce tremolante ringrazia l’imperatore della moda per la bellezza che ha regalato all’umanità, nel rimarcare come “il nostro cammino continuerà per sempre, e lo stesso cammino lo proseguirò per non farti dimenticare“.
Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma, è calda e commossa l’atmosfera che avvolge i presenti, quando prende la parola l’ultimo amore di Valentino, Bruce Hoeksema. “Non ti dico addio ma grazie per aver camminato con me“, scandisce con sincera commozione l’ex modello cresciuto tra Europa e Stati Uniti, al quale il couturier aveva affidato le sue ultime parole: “Ti amo“.
Alla canzone di Umberto Bindi “Il nostro concerto“, e alle note di “O mio Babbino Caro” di Giacomo Puccini, si alterna il silenzio rispettoso e il delicato scrosciare dell’acqua della fontana delle Naiadi di Piazza Esedra. La luce traspare fioca dalle vetrate colorate, quando il feretro entra nella basilica sulla sinfonia di “Lacrimosa” di Mozart e percorre la navata immerso nel profumo delle abbondanti rose bianche degli omaggi floreali. Poi, uno dei momenti più toccanti, durante l’offertorio, ovvero la voce lirica che canta l’Ave Maria di Schubert.
Imponente il servizio d’ordine con 100 persone al lavoro, molte le star internazionali e gli aristocratici europei arrivati per l’ultimo saluto alla stilista. E tra i fedeli presenti rigorosamente in nero, come un dipinto pointillista, compaiono piccole macchie rosse, date dai molti copricapi indossati dai presenti, in omaggio al colore simbolo del grande maestro della moda italiana e mondiale.
“Valentino, mi piace pensarla davanti al Signore mentre raccoglie i frutti della bellezza che ha seminato in tanti esempi di vita“, ha esordito nell’omelia, don Pietro Guerini aggiungendo che “la bellezza salva, e produce sogni che cambiano il mondo” e come “possiamo solo immaginare e dire con timide parole la meraviglia dell’incontro con la grandezza di Dio“. Parole che sono apparse come un balsamo emolliente, che hanno saputo descrivere nella pienezza e con dolcezza la passione che Valentino ha trasformato nella sua intera vita: “Maestro, lei ora incontra questa bellezza divina che salva e genera frutto, Bellezza che innamora, grazie per esserne stato testimone. Lei ha sempre ringraziato il Signore per quanto ogni giorno le donava“.
La bellezza, un dono conosciuto bene dai tanti volti che hanno partecipato all’ultima, amara, sfilata dello stilista. Sull’onda di un lungo ed emozionato applauso, il feretro di Valentino lascia la basilica, accompagnato tra gli altri anche Barbara Paolombelli e Francesco Rutelli. In lacrime Hoeksema e l’etoile Eleonora Abbagnato, serissimo Giammetti, commossi dietro occhiali scuri l’attuale direttore creativo della maison, Alessandro Michele e l’attrice Anne Hathaway, che ha abbracciato a lungo i familiari e amici, per poi lanciare un bacio al feretro in uscita.
Come Donatella Versace e l’ex direttrice di Vogue America, Anna Wintour. Volto triste per il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e l’assessore al Turismo, Alessandro Onorato. Stringono mani e salutano con grande affetto Tom Ford e l’ex direttore creativo di Valentino, Pierpaolo Piccioli, “qui per gratitudine“. E così, nel segno della bellezza, l’imperatore lascia traccia. Nessun addio, semplicemente grazie.
Servizio realizzato da Federica Chicchiani, Benedetta Certa e Margherita Valigi











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