Una sfilata che, senza alcun dubbio, sentirà la mancanza di Giorgio. Silvana Armani, nipote dello stilista, questa sera sarà sotto i riflettori. L’erede del designer presenterà alla Paris Haute Couture la prima collezione realizzata senza lo zio, dopo aver lavorato al suo fianco sulle linee donna per oltre quarant’anni. Nonostante “la paura di rimanere schiacciata da una simile eredità” oggi è ancora “qui”, pronta al debutto nell’alta moda.
Conosce il metodo e il pensiero Armani ed è ora intenzionata a “fare il suo”. Silvana Armani per la prima volta dalla morte di Giorgio ha scelto di parlare pubblicamente. “Ho avuto un ottimo professore, mi ha rafforzato anche se all’inizio ero nel panico perchè di signor Armani ce n’è uno solo”. Ora guida il womenswear ma lo fa aggiungendo alla visione di Giorgio un po’ del suo. “Mi chiedo ogni istante come avrebbe fatto per poi fare il contrario, non per mancanza di rispetto.”
Un rapporto di protezione e complicità lavorativa era quello che legava Silvana allo zio, lo stesso che si è rivelato anche nella sfilata di settembre, quando per la prima volta escono insieme in passerella. “Tre minuti prima dello show mi ha detto di mettermi la giacca blu a tre bottoni e di andare con lui. Mi sudavano le mani ma è stato bello” confessa oggi a La Repubblica.
Il blu Armani parla ancora di Giorgio ma oggi è anche Leo Dell’Orco a portarne le redini, braccio destro dello stilista e ora capo delle linee uomo. “Se Armani è quello che è, è grazie alle decisioni di Leo” dichiara Silvana, nonostante sottolinei anche come “nel passato spesso si beccassero”. “Ora lavoriamo tanto insieme e andiamo d’accordo”. Leo è anche presidente della Fondazione, secondo Silvana “era la persona più vicina” a Giorgio ed è stata dunque “la scelta giusta“, nonostante “le decisioni più importanti vengono prese collegialmente. Leo da solo non può farlo e neppure io”.
L’esordio di Silvana nell’Armani Spa è nel ruolo di centralinista, “collegavo gli interni sbagliati, dopo due giorni mi hanno spostato“, quindi passa allo stile, “lo zio mi ha chiesto una cartella colori per dei costumi da bagno e gli è piaciuta“. Una ragazzina “che aspettava le sei per andarsene” ma che poi capisce “il privilegio” di stare accanto ad uno stilista del calibro di Giorgio.
Silvana è stata davvero una presenza fondamentale della vita di Armani e ha vissuto gli ultimi 40 anni lavorando al fianco dello zio, apprendendo il mestiere che ha fatto la sua vita e che oggi dà lavoro a novemila dipendenti. L’ha visto persino morire “ha aperto gli occhi, ha sorriso e se n’è andato“ racconta e se subito dopo la morte del designer si è sentita persa, oggi è pronta a mandare avanti la Giorgio Armani Spa e a debuttare nella prima prova nell’ Haute Couture di questa sera.
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