Non tutti i look sono degni di nota… La 68esima edizione dei Grammy Awards ne ha viste delle belle. Alla Crypto Arena di Los Angeles, sul red carpet stellato, a sfilare sono stati outfit iconici e provocatori. Se l’anno scorso era stata Bianca Censori a creare scalpore presentandosi quasi nuda, quest’anno, anche se sicuramente meno audace, è stato il look di Chappel Roan.
La star sceglie un abito d’archivio firmato Mugler, in cui il tessuto è sospeso su due piercing ai capezzoli. Anche Heidi Klum non è passata inosservata, con un abito plasticoso e aderente, capace di polarizzare l’opinione pubblica tra chi l’ha trovato creativo e chi l’ha giudicato eccessivo.
Leggi Anche

Grammy Awards 2026: Moda o spettacolo gratuito?
Usare la moda come espressione identitaria o politica più che semplice eleganza classica è uno dei messaggi che i Grammy Awards vogliono lanciare nell’edizione 2026. “Ice out” compare sulla spilletta del sobrio ma elegante abito nero di Hailey Bieber o sul giubbotto tecnico di Billie Eilish o ancora sul vestito pagliettato di Kehlani. Sono stati in molti a esprimere una posizione critica verso l’agenzia federale americana ICE e le politiche di controllo migratorio, soprattutto dopo casi di violenza e decessi collegati ad agenti federali quest’anno negli Stati Uniti.

Ma a superare l’eleganza classica è anche l’audacia creativa di alcune star. La moda dei “nude dresses” e delle trasparenze estreme sembra spingersi oltre ogni limite di provocazione, dirigendosi quasi verso il puro shock. Moda o spettacolo gratuito? “Qualunque cosa pur di farsi notare” direbbero molti. Heidi Klum e Chappell Roan ne sono esempio, i cui fit, pur memorabili, sembrano offuscare artigianato ed eleganza.
Anche Lady Gaga appare tutto meno che sobria, nel suo “trionfo di piume nere” della griffe parigina Matières Fécales. Il look rappresenta la teatralità della cantante oltre a riassumere il tema dell’album per cui è candidata ai Grammy: darkness e magia. Nell’esibizione opta invece per un Alexander McQueen del 2009 con tanto di copricapo che ingabbia il volto. E infine, come ultimo fit, una “tonaca nera” di Lee McQueen nel periodo Givenchy del 1990.

Altri errori di stile? Gonne con tessuti eccessivi e tagli incoerenti che non valorizzano la figura. E’ il caso dell’abito bianco Alaïa di Addison Rae o di Kesha in Atelier Biser o ancora PinkPantheress nel vintage firmato Vivienne Westwood o Tyla nella moda Dsquared dell’autunno inverno 2013. Sempre per il concetto “più costume che alta moda” è la maschera da “mistery man” in plastica che copre il volto e i guanti coordinati di Gesaffelstein.

A distinguersi per eleganza sono invece Olivia Dean nel suo abito bicolore firmato Matthieu Blazy per Chanel o, ancora, la linearità che dà importanza al corpo di Hailey Bieber, in un Alaïa lungo fino ai piedi. Affianco a lei, il marito Justin anche lui in total black ma che al momento dell’esibizione sceglie di andare controcorrente, rimanendo letteralmente “in mutande”. In tema di raffinatezza anche Paris Hilton, il cui look elegantissimo di The new arrivals ha scatenato opinioni contrastanti: “quasi sobria per essere lei” scrivono alcuni.

Insomma, nonostante ci siano ancora pochi look che dimostrano che eleganza e contemporaneità possono convivere, i Grammy Awards 2026 per la maggiore sembrano abbracciare l’idea di palcoscenico provocatorio. Più che celebrare la moda, questi Grammy raccontano una verità scomoda: oggi non vince chi veste meglio, ma chi fa più rumore, anche quando quel rumore è vuoto.
© Riproduzione riservata

