“Strike a pose”. Sulle note dei brani più celebri delDiavolo Veste Prada, vip e vippettini si fermano sul tappeto rosso per posare dinanzi ai fotografi. Abiti lunghi, scollature, tailleur, minidress. Non c’è un dress code a dominare la serata dedicata a uno dei cult più iconici degli ultimi vent’anni. E oggi si torna lì, dove tutto era rimasto in sospeso. Il sequel arriva con la sicurezza di chi sa già di essere atteso: quasi a sussurrare“ti sono mancato?”, con quell’allure provocatoria che ricorda le dinamiche di Gossip Girl.
Una riapparizione che non ha bisogno di presentazioni ma solo di stile.Tra anteprime e passerelle internazionali, la promozione ha alimentato attesa e curiosità trasformando ogni premiere in un evento mediatico da prima pagina. Ed ecco che le copertine di Vogue si riempiono di Anne Hathaway, come quella del nuovo numero australiano di maggio che punta il dito sulle emozioni dell’attrice tornata sullo stesso set e nello stesso ruolo a vent’anni di distanza. “Lei era così felice di tornare da loro, una versione più adulta di sè” afferma Anne in conversazione con il magazine.
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Ma Hathaway non è affatto l’unica a essere entusiasta. Il mondo della moda, dello spettacolo, del web sono infatti sulla stessa lunghezza d’onda. A dimostrarlo le atmosfere ei look delle premiere di questi giorni, tra cui l’ultimissima milanese alla Rinascente.
Tra gli ospiti di ieri sera tanti protagonisti del cinema, della televisione, della stampa e dei social che hanno sfoggiato look elegantissimi per l’occasione.Sul tappeto rosso si impone subito una palette precisa: rosso, bianco e nero dominano, con incursioni metalliche e accenti cromatici studiati. Il rosso, in particolare, è protagonista assoluto, a partire dall’abito aderente con drappeggi e guanti in pelle nera diCecilia Rodriguez, fino alla silhouette fluida con strascico scenografico diFederica Panicucci, al vestito diGiulia Salemi,tutti pensati per catturare l’attenzione senza esitazioni.

Accanto il bianco che gioca sulla pulizia: dall’abito bustier con spacco diCristina Chiabbotto, al tailleur sartoriale dal taglio maschile diSerena Autieri, ai completi doppiopetto dove la costruzione fa tutto e l’effetto è immediato, quasi editoriale. Il nero resta terreno sicuro ma non banale: abiti minimal a maniche lunghe, come quello della sportivaArianna Fontana. E poi tubini asciutti nel caso diSarah Toscanoma anche versioni più elaborate con paillettes e blazer portato sulle spalle diCostanza Caraccioloo gonne lavorate a rilievo nel caso diPaola Turani.

Non mancano scelte più dichiarate: il completo animalier dall’impatto deciso che contraddistingue il look diSimona Ventura, la giacca floreale diMara Maionchi, l’abito metallico effetto gold diClara. Ci sono poi trench e cappotti oversize che diventano pezzi chiave del look, è questo il caso diChiara Galiazzoe ancora layering tra camicie e volumi strutturati, fino agli inserti più contemporanei come il verde satin acceso accostato a top nero profondamente scollato diFrancesca Sofia Novello.
Gli accessori seguono una logica precisa: clutch compatte, décolleté affilate, sandali gioiello e poi qualche guizzo più audace a spezzare l’equilibrio come nel caso della Bottega Veneta verde diMichele Bravio dei guanti in pelle della Rodriguez.

La parola chiave sembra essere una sola: evitare il prevedibile.Perché se da un lato non esiste un vero dress code, dall’altro aleggia una regola non scritta: quella di distinguersi. Tra richiami classici e guizzi contemporanei, i vip sul tappeto rosso si muovono su quel filo sottile che separa il già visto da ciò che può davvero definirsi “avanguardia”, per dirla con Miranda Priestly. Ma c’è un equilibrio che va oltre le stanze di Runway:anche la scelta più semplice può trasformarsi in una dichiarazione di stile oppure scivolare, con“un arricciamento di labbra”, nel territorio del prevedibile.Un confine complesso, che la moda conosce bene:citare senza replicare, osare senza eccedere.
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