La scomparsa di Valentino Garavani, avvenuta ieri, chiude un capitolo storico della moda italiana e internazionale. Ma apre, inevitabilmente, una riflessione su colui che per oltre mezzo secolo, ne è stato l’ombra vigile: Giancarlo Giammetti. Amico, socio, compagno per dodici anni e braccio destro per tutta la vita, è stato e continua ad essere l’altra faccia della firma Valentino.
“Il lavoro della mia vita è stato permettere a Valentino di essere Valentino”, ha più volte detto con la stessa fervente passione di sempre. Senza mai cercare i riflettori, Giammetti ha costruito le fondamenta della Maison, pianificandone la crescita, proteggendone l’identità e soprattutto, preservando la serenità creativa dello stilista. Ieri, il suo ultimo saluto è arrivato condividendo su Instagram una foto con la parola “Forever”.
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L’incontro tra Valentino e Giammetti e la nascita di un impero
La storia comincia nel 1960 al Café de Paris, in via Veneto. Da una parte Valentino, giovane talento di Voghera arrivato a Roma per inseguire la moda. Dall’altra parte Giammetti, un 18enne romano che studia Architettura a Valle Giulia, pronto a lanciarsi in una nuova avventura. Da quell’incontro nasce un’unione umana e professionale destinato a durare nel tempo e a segnare un’epoca.
Mentre il talento di Garavani conquistava il mondo, la mente di Giammetti lo rendeva possibile pianificando le finanze e gestendo i rapporti con una visione imprenditoriale. Fu proprio lui a guidare la Maison verso il complesso incontro con il capitalismo italiano, come nel caso dell’ingresso della famiglia Romiti e di Hdp.
Un guardiano silenzioso
Il ruolo più delicato di Giammetti è stato quello di proteggere Valentino. Allontanava ii giornalisti sgraditi e filtrava tutto ciò che poteva turbare lo stilista, detestando i “leccapiedi”. Esplicativa del carattere di Giammetti è la sua autobiografia che si intitola semplicemente “Private”. Grazie al suo fiuto straordinario per gli affari e per l’arte, Giannetti ha saputo rappresentare un vero punto di riferimento per Valentino e la Maison. Inoltre, nel 2004, durante un’intervista a Vanity Fair USA raccontò con naturalezza anche la loro relazione sentimentale.
Negli ultimi vent’anni, Giammetti si è dedicato all’altra sua grande passione: l’arte. Creando la Fondazione Garavani Giammetti, oggi impegnata in un compito ancora più importante, quello di custodire e tramandare un’eredità estetica, culturale e umana. Con la scomparsa di Valentino, Giancarlo Giammetti diventa il custode della sua memoria “Forever”.
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