Il Diavolo Veste Prada 2: la premiere di New York porta con sè cambi di look più audaci e glamour

Il Diavolo Veste Prada 2 porta con sè nuovi outfit e chissà se anche nuove consapevolezze per i personaggi del cult

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Cambio di ruoli, cambio d’abiti. Ieri New York ha proseguito la maratona di premiere del Diavolo Veste Prada 2 iniziata da Città del Messico poco tempo fa. L’evento nella Grande Mela è stato in grado di far fare un vero e proprio tuffo nel passato, tanto che sono stati molti ad aver notato le differenze rispetto al cult prodotto venti anni fa.

A giudicare dai fit dei protagonisti del sequel più atteso dell’anno, la seconda pellicola sembra aver letteralmente trasformato i personaggi che nel 2006 recitavano nel film. Si parte dalla carriera di Emily Blunt, l’attrice da assistente di Miranda diventa capo di un marchio di lusso e ha in mano le chiavi del sostegno economico che serve a Runway per sopravvivere. Ad accompagnare i nuovi ruoli ci sono outfit differenti, più consapevoli, decisi e quasi più aggressivi se li confrontiamo a quelli della premiere del 2006.

All’epoca le protagoniste avevano sfoggiato capi impregnati di anni 2000, dallo scollo dell’abito rosso di Anne Hathaway, alle linee pulite, al trucco quasi acqua e sapone che evidenzia una carriera agli inizi e una star che ancora non ha raggiunto l’apice. Vent’anni dopo l’attrice che interpreta i panni di Andy Sachs cambia il suo aspetto, se da una parte sceglie di tornare al rosso, dall’altra opta per un abito dalle forme delineate, che scolpiscono il punto vita, con un corsetto dallo scollo a cuore.

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A cambiare il suo fit è anche Meryl Streep, che nel 2006 aveva scelto un look sui toni dell’avorio, non troppo in continuità con il personaggio che interpreta nel film: quello della temuta direttrice di Runway, Miranda Priestley. Ma oggi possiamo dire che Meryl si avvicina molto di più al suo ruolo originario, sfoggiando un look da boss, con tanto di cappa rossa, guanti in pelle nera e occhialoni scuri. Una diva a tutti gli effetti e totalmente diversa dalla Streep del 2006.

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Anche Emily Blunt si pone in discontinuità con la premiere del primo film in tema di moda. Se prima aveva rappresentato l’esempio perfetto di charme anni 2000 con un abito dai toni rosa/violacei e sandali gioiello, oggi sceglie uno stile da vera diva. Haute-couture griffato Schiapparelli dalla collezione Primavera Estate 2026: un vero e proprio trionfo di tulle e piume sul corpetto. Insomma tutti sembrano avere un tocco di glamour in più e chissà se ciò corrisponda realmente a nuove consapevolezze per i lavoratori di Runway.

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