A volte è meglio optare per il minimal piuttosto che scendere sul red carpet osando. Lo sanno bene le attrici, gli attori, i registi e tutte le maestranze del cinema che ieri sera hanno sfilato sul tappeto rosso deiDavid di Donatello.E se dovessimo nominare un fil rouge che riunisce i look sotto un comune denominatore sicuramente sarebbe ilnero.Da Bianca Balti, a Matilda De Angelis, ad Aurora Quattrocchi, ad Arisa, a Valeria Bruni Tedeschi, a Ornella Muti, a Greta Scarano, quasi tutte le artiste hanno sceltocolori scuri e abiti lunghi, decidendo così di non puntare all’esagerazione ma all’eleganza,forse per dare un tocco di serietà a una serata che sicuramente la meritava.
Ma se da una parte la richiesta è la raffinatezza, dall’altra è anche vero che un po’ di esagerazione non guasta mai, soprattutto oggi che siamo abituati a vedere costantemente azzardare. Dalle trasparenze, ai look osè delle Kardashian, al nudo:tutto è troppo, tanto che quando ritorniamo alla semplicità ci sembra assurda, quasi al di fuori della normalità.
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E di questa normalità che sa di classe si vesteMatilda De Angelis. Vincitrice come attrice non protagonista per il filmFuoridi Mario Martone, la giovane sfila sul red carpet di Cinecittà con uno stile e un portamento dadonna di altri tempi. Con il suo abito total black di velluto della collezione Armani Privè, con lungo scollo dietro la schiena, Matilda interpreta la sua generazione con estrema signorilità. E quale scelta più azzeccata della griffe del Re della moda?
Poi c’è ilminimalismo anni 90 di Bianca Balti, alla co-conduzione della cerimonia, che cambia il look ben due volte, cadendo sempre sul nero e sulla femminilità. Dal photocall in un elegantissimo Jil Sander dalle linee essenziali, all’abito dalle linee scultoree di Issey Miyake, composto da gonna lunga a colonna e corpino lucido, rigido, quasi modellato sul suo corpo.

AncheValeria Golinosceglie il nero: morbidezza e profondo scollo a V caratterizzano il maxi dress dell’attrice candidata sia da Protagonista perFuoriche da Non Protagonista perBreve storia d’amore,per cui ha ricevuto il premio. E ancora c’èValeria Bruni Tedeschi, anche lei in toni scuri e linee minimal. L’attrice illumina il suo look con un collier rigido. La coppiaAnna Ferzetti-Pierfrancesco Favinoposa abbinata: lei con dress bustier di cristalli con orecchini lunghi, lui in completo scuro e camicia bianca.

E per rimanere ancora sui toni del nero,Arisacavalca il red carpet in black, con un vestito a maniche lunghe con trasparenze, aperture sui fianchi e spacco frontale. La performer si è esibita sul palco del Teatro 23 sulle note diSmiledi Michael Jackson. Per l’occasione fa un cambio d’abito, optando questa volta per il bianco candido che aveva scelto anche a Sanremo. Si tratta di un vestito firmato Alessandra Rich con spalline sottoli e pois scintillanti, che ricorda quasi quella favola che l’artista aveva cantato all’Ariston.
In abito chiaro ancheTecla Insolia, che indossa un Fendi nude, plissettato, asimmetrico sul fondo e interamente ricamato con perline. A spiccare è il trucco, le cui sfumature scure accentuano profondamente lo sguardo e poi l’acconciatura a onde piatte.
La scelta diBarbara Ronchi, tra le poche a rompere davvero la predominanza del nero con il suo Valentino verde acqua, non tradisce la direzione dei look. Perché, pur introducendo il colore, lo fa senza eccessi, con drappeggi morbidi e linee essenziali che restano fedeli a quell’idea di eleganza composta vista per tutta la serata.

E forse il punto è proprio questo:ai David di Donatello la moda non cerca di rubare la scena al cinema ma di accompagnarla. Nessuna corsa all’eccesso, nessuna provocazione fine a se stessa ma una serie di scelte stilistiche che hanno riportato al centro unaraffinatezza più sobria, quasi cinematografica nel senso più classico del termine. Il nero, le linee pulite, i volumi misurati raccontano una femminilità sicura, che non ha bisogno di urlare per farsi notare.Un’estetica raffinata e discreta, che racconta stile e personalità di chi la veste, capace di fare spazio ai veri protagonisti della serata: i film, le interpretazioni, le storie destinate a lasciare un segno.
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