“Si tratta di libertà e di trovare la forza nella vulnerabilità e nella fragilità.” E’ da qui cheDavid Komaparte per scrivere un nuovo capitolo diBlumarine. Se c’è unfil rougeche attraversa lacollezione primavera/estate 2026per intero è quello dellametamorfosi femminile. E quale simbolo migliore dellafarfalla, storica icona del brand, per rappresentare questoprocesso di rinascita?

Koma è un visionario che riesce a fondere ilromanticismo gotico con l’eredità iperfemminiledella maison. Il défilé si trasforma così in un racconto di contrasti, dove ogni abito diventa unacrisalidepronta a schiudersi. A raccontarcelo è stato proprio lo stilista georgiano, cheIl Difformeha intervistato in occasione della presentazione della nuova collezione.
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La dolcezza di Blumarine e il tocco Koma
Se c’è un termine che definisce da sempre lo stileBlumarineè ladolcezza, il romanticismo, l’eleganzaeDavid Komaè stato in grado di riprendere con il suotocco darkquell’estetica iconica. Ciò è stato chiaramente visibile sia in occasione del suo debutto come direttore creativo del brand nella pre-fall 2025, ma ancor più nella collezione appena presentata a questaMilano Fashion Week.

Il colore rosa, le farfalle, oltre che le ruches, le trasparenze, le pellicce e i tessuti leggeriche valorizzano la femminilità sono tutti elementi presenti nella primavera/estate 2026 e ripresi dall’eleganza iconica di Blumarine. Una scelta in netto contrasto con la precedente collezione, in cui Koma aveva optato per una palette dominata dal nero e dal rosso, puntando su un immaginario più dark, ma sempre intriso di quella sensualità sofisticata che caratterizza il suo stile. Oggi, invece, lo stilista si avvicina maggiormente al dna del brand, sia nei colori che nelle silhouette, pur mantenendo la sua cifra stilistica.Le farfalle, simbolo ricorrente della maison, riappaiono come emblema centrale e veicolo deltema della rinascita, cuore narrativo dell’intera sfilata.
“Volevo mescolare la dolcezza di Blumarine con un lato più cupo, quasi notturno“, ci racconta il designer, spiegando di essersi ispirato “alla poesia gotica e alle storie d’amore romantiche“. Un equilibrio delicato tra glam e rock, tra la leggerezza delle ali di farfalla e l’intensità del buio da cui essa rinasce.
La metamorfosi come liberazione e la forza della fragilità
“Che tipo di rinascita vuoi raccontare in questa collezione?” Il tema della rinascita è emerso con forza già dalla comunicazione visiva: unacrisalide luminosacampeggia nella locandina della nuova sfilata, simbolo potente di trasformazione, dimetamorfosi.David Koma è stato molto chiaro nell’esprimere la sua visione: “Come uno dei simboli della maison,la farfalla, l’intera idea della metamorfosi e della trasformazione ha giocato un ruolo centrale.”

Una rinascita, quindi, dietro la quale si cela il concetto di libertà, la stessa che caratterizza le farfalle: leggere, sfuggenti, ma determinate nel loro volo. Per Koma, la crisalide non è solo un simbolo estetico, ma un messaggio vero e proprio:“Si tratta di libertà e di trovare la forza nella vulnerabilità e nella fragilità.” Il tutto raccontato che prende forma con tessuti impalpabili, silhouette scolpite e dettagli gotici.
David Koma: “La bellezza iconica e senza tempo di Sophia Loren”
Più di una volta Koma ha raccontato di avere un’icona, quella diSophia Loren. E alla domanda se in qualche modo l’eleganza dell’attrice avesse condizionato la sua collezione o il suo stile personale, il direttore creativo afferma di ritenerla “un’icona al di là dei complementi“.“Si tratta di atemporalità“, una caratteristica che rispecchia la bellezza della Loren, perché“in lei c’è questa bellezza iconica senza tempo che non svanisce mai e resta sempre al top del gioco“.
Insomma il commento dello stilista georgiano su Sophia Loren va ben oltre l’omaggio estetico: coglie l’essenza di ciò che rende una figura davvero iconica. Non è solo questione di stile o di allure, ma di quella capacità rara di trascendere il tempo, andare oltre le mode e rimanere un punto di riferimento costante.
Con questa collezione David Koma sembra avertrovato un equilibrio con l’universo Blumarine. il suo tratto rimane riconoscibile, ma allo stesso tempo lascia spazio alla leggerezza e al romanticismo che hanno definito la maison, dando vita a un linguaggio nuovo: una vera e propria rinascita. Dopo aver marcato il territorio con il suo stile nella prima prova ed aver trovato una sintesi più morbida ora,per cosa opterà nella prossima stagione?
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