Pantaloni a vita bassa, gonne a palloncino, camice a quadri, giubbotti in pelle, anfibi. La moda anni 90 sembra non passare mai di moda. A dirlo è Xstyle che nel suo recente post su Instagram descrive questi capi come “simbolo di un’ epoca”. Oggi, rivisitati con silhouette nuove, tornano più forti di prima, anche se “lo spirito ribelle” rimane lo stesso.

Tra le icone di questa tendenza Bella Hadid, Dua Lipa, Olivia Rodrigo o ancora l’estetica di Kendall Jenner, che ha aperto la passerella dell’attuale Vogue World: Hollywood. A non passare inosservato anche uno dei recenti look di Kim Kardashian, sfoggiato in occasione del suo 45esimo compleanno: l’abito della collezione di Givenchy haute-couture Primavera/estate 1997, realizzato sotto la guida di Alexander McQueen, ha saputo fare la sua figura.
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Anni ’90: una moda fatta di opposti
Negli anni ’90 la moda riflette un mondo che cambia. La fine della Guerra Fredda, la globalizzazione culturale, l’arrivo delle prime tecnologie digitali e della comunicazione di massa trasformano l’immaginario collettivo. Dopo lo sfarzo aggressivo degli anni ’80, il decennio si apre con un desiderio di sobrietà: il minimalismo di Calvin Klein, Helmut Lang e Jil Sander propone linee essenziali, colori neutri e una sensualità silenziosa che parla di pulizia e misura. Contemporaneamente, dal basso sale l’onda grunge: camicie di flanella, denim vissuto, layering informale, un’estetica nata nei locali di Seattle e portata sulle passerelle da Marc Jacobs nel 1993 in maniera quasi provocatoria.
Ma è anche il tempo delle supermodel, come Naomi Campbell, Cindy Crawford e Claudia Schiffer. Volti che diventano potere mediatico globale, oltre che icone che incarnano un nuovo tipo di star capace di influenzare l’immaginario quanto il cinema e la musica. Ed infine l’estetica futuristica portata con l’avvicinarsi degli anni 2000. Possiamo dire senza troppi giri di parole che gli anni 90 racchiudono tanti opposti che convivono: essenziale e vistoso, strada e passerella, quotidiano e spettacolare. E forse è proprio per questa pluralità di codici che oggi i 90 ritornano più forti e attuali di prima.
Da Bella Hadid a Kendall Jenner, le icone che oggi vestono l’estetica anni 90
Gli anni 90 non passano inosservati neanche per tante delle celebrities dei nostri giorni, che continuano a prediligere la “moda degli opposti“. E’ il caso di Bella Hadid, che con il suo minimalismo, oltre a occhiali sottili e denim a vita bassa, rappresenta l’immagine contemporanea del minimal-grunge di quell’epoca. In particolare la modella in occasione dell’ evento di lancio del suo brand di profumi Orebella a Londra, ha scelto di indossare un abito d’archivio firmato John Galliano, che risale alla collezione Fall/Winter 1997, portato da Milla Jovovich al Cannes Film Festival. Il capo, dal design “chain-mail wrap dress” con decorazioni floreali, orlo a volant e gonna asimmetrica che lascia scoperta la gamba, segna una silhouette fortemente scenografica.

Poi ancora Kendall Jenner. Anche questa opta per il minimalismo degli anni 90 con blazer maschili, slip dress, canotta bianca e jeans dritto, micro top con silhouette asciutte. La modella richiama l’era Calvin Klein di Kate Moss e Carolyn Bessette. Recentemente Kendall ha aperto la passerella del Vogue World: Hollywood, con un look che parla la lingua dell’estetica della fine di quell’epoca: corsetto gioiello, teatralità, glitter e silhouettes scolpite. Anche se il riferimento diretto è Moulin Rouge del 2001 – sfilando la Jenner nei panni di Nicole Kidman – l’immaginario è quello dell’ultimo respiro degli anni Novanta, quando la moda giocava ancora con l’idea della diva da palcoscenico.
Dive da palcoscenico: Dua Lipa & Olivia Rodrigo
A proposito di dive da palcoscenico, nel mondo della musica tra le icone che riportano l’estetica anni 90, non passa di certo inosservata Dua Lipa. L’artista fa una rilettura pop del revival, mescolando due filoni, quello della moda degli opposti con quella dei 2000. La star, che veste spesso abiti d’archivio di Blumarine e Cavalli, in occasione del suo più recente concerto a Milano, qualche mese fa, ha scelto di rendere omaggio a Raffaella Carrà con un outfit proprio ispirato a quell’epoca.

Poi ancora la giovane Olivia Rodrigo, che rappresenta pienamente il grunge romantico. La 22enne riporta i 90 nella cultura pop contemporanea in chiave morbida, narrativa, non nostalgica. Slip dress in raso portati con cardigan morbidi, top a spalline sottili, minigonne tartan, stivali chunky e eyeliner leggero. È un’estetica che rimanda a Sofia Coppola degli esordi, a Courtney Love, a The Virgin Suicides, ma filtrata attraverso la sensibilità di una Gen Z.
Kim Kardashian: il capo d’archivio Givenchy Haute Couture del 1997 per i suoi 45 anni
Nonostante il corsetto non nasca negli anni ’90, c’è da sottolineare che è proprio in quel decennio che cambia significato: da strumento costrittivo a dichiarazione estetica. Vivienne Westwood, Thierry Mugler e Dolce & Gabbana lo riportano in scena come simbolo di sensualità consapevole, inaugurando un linguaggio che oggi ritorna in Kim Kardashian, Bella Hadid e Dua Lipa.

E proprio a proposito di Kim Kardashian, l’influencer in occasione del suo recente 45esimo compleanno ha scelto di sfoggiare un abito che non è passato inosservato e che riprende l’estetica anni 90. Stiamo parlando del capo d’archivio Givenchy Haute Couture del 1997, firmato da Alexander McQueen, lo stesso indossato da Naomi Campbell in sfilata: un corsetto dorato scolpito e una gonna in tulle bianco che trasformano il corpo in icona. Insomma in un presente che cambia troppo in fretta, la moda guarda a ciò che è rimasto indelebile nella memoria collettiva. Gli anni ’90 diventano così un archivio da cui prendere spunto e una base solida da cui ripartire.
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