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Maturità: non fare l’orale è una protesta a metà?

Secondo il professor Schettini alla maturità i giovani dovrebbero fare l'orale e poi rifiutare il voto: sarebbe questa la vera protesta

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In questi giorni si sta assistendo a diverse storie di ragazzi che alla Maturità decidono di non fare l’orale dell’esame di Stato. Dato che la sola media e il voto degli scritti permette loro di andare all’orale già avendo un voto idoneo per superare l’esame finale. Quindi alcuni ragazzi stanno facendo una protesta, decidendo di essere promossi con un voto più basso ma di non conseguire l’orale.

Questa protesta ha scatenato la furia del ministro Valditara che ha spinto i docenti a bocciare gli studenti che rifiutano l’orale. Tutti questi ragazzi hanno spiegato che la loro non è “mancanza di voglia di studiare“, bensì una protesta contro il funzionamento del sistema scolastico, come “spesso gli studenti vengono ridotti a numeri”.

Vincenzo Schettini, il professore di La Fisica più famoso del web, ha commentato queste vicende. Se da una parte comprende la protesta dei giovani, dall’altra ha spiegato che, secondo lui, viene sbagliata la modalità con la quale viene effettuata.

Vincenzo Schettini: “Ragazzi siate più coraggiosi alla Maturità”

A Repubblica, il prof Vincenzo Schettini ha spiegato il suo punto di vista sull’accaduto degli ultimi giorni: “C’è un disagio nella scuola, e non possiamo negarlo. Ma boicottare l’esame di maturità non è il modo giusto per affrontarlo, ha spiegato. Secondo lui l’esame di maturità è uno step importante che aiuta a crescere i ragazzi e sancisce l’entrata nel mondo degli adulti. Proprio per questo è giusto che gli studenti lo portino a compimento.

Ritiene che la protesta andrebbe fatta con tutt’altra modalità: “Avrei affrontato il mio orale dimostrando le mie competenze, la mia bravura e le mie conoscenze. Avrei fatto vedere la mia capacità di mettermi in gioco: solo dopo, al momento della valutazione, avrei protestato chiedendo che non mi venisse assegnato un voto. Il pensiero è: vi dimostro che valgo e proprio perché ne sono consapevole, rifiuto il voto. Quella sarebbe stata una bella forma di protesta”.

Secondo lui si può definire una protesta quando il protagonista in questione perde un qualcosa invece, condotta in questo modo, non porterà ad una rivoluzione: “E’ una protesta a metà: sarebbe stato molto più d’impatto affrontare l’esame a testa alta, dimostrando il proprio valore e rifiutando successivamente la valutazione. Solo a quel punto avrebbero rinunciato a qualcosa, perché ricordiamoci che la protesta è sacrificio”.

E poi chiarisce: “Detto questo, io sono sempre dalla parte dei ragazzi e sono il primo a dire che in questa scuola ci sono tante cose che non vanno: però attenzione, perché ogni percorso ha delle regole, e se iniziamo a infrangerle, è la fine”.

La Maturità è uno step importante della vita

La scuola va protetta, va difesa. È importante far capire ai ragazzi che l’esame è uno step difficoltoso che va affrontato, come tutte le prove della vita. È uno scoglio da superare, ma solo così si cresce”, ha aggiunto poi Schettini.

Il prof ritiene comunque che questa protesta sta dando un segnale in merito al livello di disagio generale e di insofferenza che c’è contro un sistema scolastico che andrebbe riadattato: “Credo che il ministro Valditara abbia reagito di pancia, dando una sua lettura per chiedere a tutti di abbassare i toni. Quello che è successo va interpretato, anche se stiamo reagendo tutti d’istinto. È un campanello d’allarme, o meglio, l’ennesimo. C’è un disagio e va compreso, ma è il caso di farlo ragionando assieme ai ragazzi. C’è comunque una fetta enorme di studenti che hanno affrontato la maturità a testa alta”.

Schettini però ha ricordato che un problema c’è e che i ragazzi andrebbero ascoltati di più: “Soffrono tanto per la mancanza di empatia: gli studenti vivono un senso di solitudine, di chiusura. Quindi prima di attaccare, ascoltiamo e interpretiamo”.

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